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Presidente e sindaco: nuovo stadio nel 2020

Presidente e sindaco: nuovo stadio nel 2020

CAGLIARI. Partenza a razzo: il secondo anello della curva Nord e i Distinti sono pronti ad ospitare i tifosi del Cagliari. Se si pensa al triennio di inferno speso tra Trieste, Parma, Is Arenas a...

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CAGLIARI. Partenza a razzo: il secondo anello della curva Nord e i Distinti sono pronti ad ospitare i tifosi del Cagliari. Se si pensa al triennio di inferno speso tra Trieste, Parma, Is Arenas a porte chiuse e semi aperte, lo stesso Sant’Elia per neanche cinquemila spettatori, ce n’è d’avanzo per brindare. L’intesa tra il comune di Cagliari e Tommaso Giulini è proficua. E nel 2020 potrebbe esserci una struttura moderna al servizio dello sport e della cultura: c’è anche una data limite per avere lo stadio nuovo: 2020. «Ma se ci fosse la possibilità, vorremmo terminare uno o due anni prima», dice la società.

La squadra del presidente ha mostrato competenza, entusiasmo, bersagli nitidi da raggiungere. Un piccolo scudetto, quello issato ieri dalla municipalità e dalla società. «In due mesi abbiamo marciato senza sosta. Adesso, pensiamo al 21 dicembre, per Cagliari-Juventus potremo avere di certo 16mila, forse 18mila posti. La concessione? Abbiamo chiesto al Comune una propoga fino al 2018” dice Stefano Signorelli, nel cda rossoblù con delega alle strutture.

Dalle parole ai fatti. Già issati cinque gradoni della curva Sud, raddoppiati i posti riservati ai disabili (79 nel settore Cagliari, quattro per gli ospiti), montate le paratie rossoblù sulle tribune laterali, piazzato un prato di moquette verde a nascondere quella che una volta era la pista d’atletica. L’impatto è positivo. E le migliorie non sono ultimate. «Ringrazio il Comune per la collaborazione. Quel che si è fatto al Sant’Elia è l’esempio dell’armonia tra privato ed ente pubblico. Il restyling – ha aggiunto Tommaso Giulini – non è ancora finito. Sono grato a tutti i miei collaboratori. Ma adesso devo concentrarmi sull’aspetto tecnico: si possono avere bei progetti ma senza i risultati della squadra sul campo, servono a poco».

Dal presidente rossoblù al sindaco, un filo che si rafforza: «Aria cambiata rispetto al passato? Direi di sì. Lo stadio è stato riqualificato: la sintonia tra noi e il Cagliari è necessaria e fa bene alla città, ai cittadini, ai tifosi e alla squadra. Sono grato al presidente Giulini per la collaborazione». Zedda rilancia: «Mi ha fatto molto piacere che la campagna abbonamenti abbia anche il logo di Cagliari capitale della cultura nel 2019”.

Giulini annuisce. «Siamo qui da due mesi. Siamo ottimisti, anche per la realizzazione della curva Sud. Ma senza la sensibilità e lo spirito di sacrificio dei componenti della Commissione presieduta dalla Bellantoni, saremmo ancora al palo». E non manca la battuta: «Adesso pensiamo a giocare. E se vinciamo le prime sei partite, la curva Sud neppure la montiamo».

Battute ma non solo. «Immaginiamo uno stadio con attività commerciali, un museo sulla storia di Cagliari e della Sardegna, una videoteca. Metteremo lo stadio al servizio della città e della cultura. Le risposte sono chiare: solo oggi – rimarca il presidente rossoblù – abbiamo staccato 500 abbonamenti, con il 70% di prelazioni dagli ex abbonati». (m.fr.)

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