Bagno di folla a Oristano, non basta un gol di Loi
I ragazzi di Zeman regalano emozioni mettendo in mostra carattere e volontà Nella ripresa le gambe si fanno più pesanti e l’Apollon strappa il pareggio
ORISTANO. Un Cagliari double face. Solido e motivato. Concentrato sulla filosofia zemaniana. Capace di emozionare i cinquemila accorsi allo stadio Tharros. Buon segno. Il territorio e i tifosi, una mission che va colta. La strada è segnata. Poi, c’è il campo. E i risultati. Le gambe pesanti tarpano sprint e reattività ai rossoblù. È una squadra bella a metà quella che pareggia con l’Apollon Limassol. Voglia e determinazione traboccano. E non è poco. Ma la doppia seduta di martedì e l’allenamento di ieri mattina hanno nascosto ritmo e brillantezza. Ci sarà tempo. Anche perché al boemo mancano gli infortunati Conti, Rossettini e Dessena. Mentre Ibarbo e Almunia affinano la preparazione.
Le novità sono nitide. Il boemo parte con il tridente identitario: Cossu-Sau-Loi. L’attacco coi quattro mori appare per la prima volta nella recente storia del Cagliari. Zeman piazza Criesetig in regia e Donsah a destra: fosforo e tecnica assieme. Non male. Dietro trova applausi Capuano: energico su tutti i palloni. Ekdal e Cossu sono sul pezzo. La squadra è cortissima. Appena in possesso palla, Benedetti solleva la linea del fuorigioco. Si corre qualche rischio: al 19’ la difesa dorme, l’Apollon sfiora il gol. Al 23’ buca Rezek, su cross di George. Un minuto dopo Abraham impegna di testa Colombi. Sul capovolgimento di fronte, il gol del vantaggio. Crisetig pesca Murru sulla fascia, piattone a centro area, Loi insacca. L’azione è da dna zemaniano.
La reazione dei ciprioti è opaca. Il Cagliari trova fiducia. C’è attenzione nel giro palla. Zeman chiede fraseggi rasoterra, i lanci sono vietati. La squadra ci prova, risponde alle folate dei ciprioti, avanti con la preparazione. Il contropiede è rapido, la difesa rossoblù affanna. Al 34’ Agelle chiede il rigore per un contatto con Ekdal. Al 39’ George crossa, Murru e Capuano si disturbano, Rezek colpisce male. Riparte Cossu. I duetti con Crisetig ed Ekdal convincono. Sì, ai rossoblù manca solo l’esplosività.
Nel secondo tempo, giostra dei cambi. Balzano subito in evidenza: sprint e tiro a lato. Tra i migliori, Cossu, Capuano e Crisetig. Bene anche Farias: il brasiliano ha tecnica e personalità. Anche Longo, subentrato a Sau affaticato, si batte su tutti i palloni. Il gol del pari nasce da un’ingenuità di Cabrera. Merien non perdona dal limite. Intanto, da Adryan e dall’ex Chievo, Farias, partono le ultime tre palle gol sventate di un soffio dagli ospiti.
Il pressing finale mostra desiderio di vittoria. Di fatto, la prima amichevole con un team pari categoria (sconfitto 1-0 dal Palermo, sabato scorso), dà indizi convincenti. Forse, ci si chiede chi deve far gol. Ma è presto per trarre conclusioni. Sabato a Olbia, l’asticella sale. Con il Getafe, Zeman accelera. La rivoluzione è appena cominciata.
Mario Frongia
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