Cagliari alla ricerca di forma e sostanza
Il test di Oristano ha fornito qualche buona indicazione, tra una condizione da trovare e il dilemma dell’attacco
CAGLIARI. Una squadra in evoluzione. Compatta, attenta nel presidiare il campo, pronta a gestire la palla con velocità. La parola d’ordine? Due: Zeman non tollera i lanci lunghi, si gioca rasoterra. E guai a chi supera i due tocchi. Il boemo, in tempi non sospetti, diceva: «Anche i più grandi campioni in un’ora hanno la palla sui piedi per pochi minuti. Nei minuti restanti cosa fanno?». Da qui, la ricerca di intesa, armonia, coralità. Con i cartelli a bordo campo che segnalano «Vietato parlare con il conducente». Balle. L’allenatore del Cagliari passa per poco ciarliero ma non si tira indietro: «Siamo stanchi, in queste condizioni è difficile fare per bene le cose che proviamo. Ma la strada è segnata. Abbiamo tempo e un percorso che ci darà soddisfazioni».
Fatica. Il tecnico - che ha rimarcato l’affetto del pubblico oristanese («Mai visto tanto sostegno in precampionato»), tiene i suoi in tiro. L’accumulo di acido lattico è evidente. La poca esplosività, pure. A due settimane abbondanti dal debutto in casa del 24 agosto per il terzo turno di Coppa Italia (probabilmente contro il Catania) e all’esordio in campionato del 31 sera a Sassuolo, ci sono tempi e modi per affinare la manovra e smaltire la fatica.
Posizioni e modulo. Con l’Apollon non hanno sorpreso i cambi sulle fasce. A destra, Pisano-Balzano, dall’altra parte, Murru-Avelar. Devono garantire continuità, precisione, spunto. Al centro, assente l’acciaccato Rossettini, hanno coperto senza sbavature Benedetti e Capuano. Quest’ultimo, gladiatore dai piedi neanche tanto male. L’amichevole allo stadio Tharros ha messo in luce il duro lavoro delle catene laterali. Cossu, che pare avere 5 anni e 10 campionati di meno, ha danzato leggero. Presente in copertura, attento agli inserimenti dei difensori avversari, assist con i giri contati. In regia, è piaciuto Crisetig. In attesa che capitan Conti recuperi dal problema muscolare, l’ex Crotone dà ampie garanzie. E può slittare in fascia. A Oristano, anche Ekdal ha mostrato i denti. «Stiamo faticando. Ma questa preparazione ci darà soddisfazioni in campionato. Io? Devo completarmi: vorrei segnare qualche gol in più». Ottimo proposito.
Caccia al bomber. Intanto, i dubbi su chi debba buttarla dentro arrivano anche dalla tifoseria. In attesa di Ibarbo, ci si interroga sul dopo Pinilla. Da Sau e Longo si attendono numeri concreti. Per il resto, occorre fiducia. Ad esempio, in Farias (eccellente e dinamico ingresso con i ciprioti), Donsah (disciplinato e funambolico al tempo stesso), Caio Rangel (tecnica brasiliana e potenza) e Capello (duttile e buona gamba).
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