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Zeman ha la “benedizione” di Roberto Muzzi

Zeman ha la “benedizione” di Roberto Muzzi

L’ex bomber è convinto: «Può aprire un ciclo. Il passato? In Sardegna cinque anni indimenticabili»

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PULA. «Il Cagliari che nasce con Zeman, mi piace» Roberto Muzzi, icona dei bomber rossoblù: 58 gol in 144 gare. Due medaglie d’oro con l’Under 21 agli Europei di Spagna ‘92 e Francia ’94, ha segnato ovunque. Romano di Marino, classe ’71, lasciata Cagliari ha giocato con Udinese, Lazio, Torino e Padova. Nel 2009 ha chiuso con il calcio giocato: «Potevo continuare ma ho preferito andare a Coverciano per il patentino di seconda. Ho avuto una prima chance con gli Esordienti della Roma. Sono ancora con gli Allievi in giallorosso, la mia casa. Ma i cinque anni a Cagliari non li dimenticherò».

Muzzigol trascorre con la famiglia qualche giorno di vacanza al Forte Village. Piscina, bagni di sole, i giornali. E premure per Nicholas, il primogenito, appena approdato alla Primavera di Pusceddu: «Vittorio, un grande. Nel gruppo del ’94 c’era anche lui. Eravamo solidi e affiatati. Ricordo Villa, Herrera, Firicano, Bisoli. Giocavamo un bel calcio e ci divertivamo». Con Cellino imperatore a manovrare i fili. «Grandissimo presidente. È stato lui a farmi diventare calciatore, gli devo tanto».

Il presente è il Cagliari di Giulini e Zeman. Qual è la sensazione? «Molto positiva. Giulini mi sembra motivato e con le idee chiare. Zeman, che quando è stato con la prima squadra della Roma ho conosciuto a fondo, è uno che sa insegnare calcio. E non è vero sia distaccato dai giocatori. Sa essere vicino a tutti, veterani e campioni e coi giovani dà il meglio. Può aprire un ciclo».

Il Cagliari rischia con tanti giovani? «No, il gruppo storico, con Conti e Cossu, è rodato. Sono da 11 anni in A, non è facile per nessuno. I nuovi acquisti non vedono l’ora di giocare. Sono fiducioso». Aver perso Astori può essere un problema? «No. Rossettini è una garanzia». Tra le punte, c’è qualcuno che le somiglia? «No, Sau è più tecnico, Longo e Ibarbo si muovono diversamente. Io partivo e non mi fermavo. Un consiglio al Cagliari: prenda Sanabria, è un ’96 forte». Ha visto cos’è successo al Sant’Elia? «Sì Il Cagliari senza stadio, né tifosi ha compiuto un miracolo. Ma adesso, vedo che la nuova proprietà ha cambiato marcia».

Muzzi, il suo presidente Pallotta ha scaricato Tavecchio. «Condivido. Ha fatto bene a smarcarsi». (m.fr.)

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