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Tavecchio quasi a dama ma Albertini non molla

 Tavecchio quasi a dama ma Albertini non molla

Presidenza Figc, ultime schermaglie in attesa della votazione di domani Lotito gran cerimoniere del capo della Lnd, l’ex milanista spera in un miracolo

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ROMA. Ancora poche ore, poi si scioglierà il nodo sul nuovo presidente della Federcalcio. «Sarà Carlo Tavecchio», la certezza di Claudio Lotito, secondo cui il voto dell’assemblea in programma domani a Fiumicino non riserverà sorprese. «Ritengo abbia un consenso tale da poter fare il presidente nonostante tutte le pressioni mediatiche e questo atto di killeraggio elettorale che è stato messo in campo da persone con fini che non hanno nulla a che fare col calcio». Insomma per il presidente della Lazio, tra i principali sostenitori del n.1 della Lega nazionale dilettanti, nemmeno il documento firmato da 9 club di Serie A - con cui hanno invitato i due candidati Tavecchio e Albertini al passo indietro - riuscirà a sovvertire i pronostici dell’antivigilia. Non solo perché il presidente dei Dilettanti ha detto che non farà passi indietro neanche se gli equilibri di A dovessero ulteriormente cambiare, forte della «stragrande maggioranza» di voti che sente suoi. Ma anche perchè Lotito non è convinto della manovra di rottura: «Vedrete che alla fine diverse persone che hanno firmato quel documento si accorgeranno di essere state tratte in inganno e voteranno per Tavecchio». Il quale, secondo i rumors che accompagnano il rush finale al voto, avrebbe già in mente un ruolo per lo stesso Lotito in via Allegri.

Chi invece sa di non poter sfondare il muro della maggioranza è Demetrio Albertini, appoggiato solo dalle componenti tecniche (con i calciatori che domani si riuniranno in assemblea a Fiumicino per eleggere i propri consiglieri federai). «Il calcio italiano non è ancora pronto a fare di un ex calciatore il presidente di tutti», ha ammesso. Albertini si era detto pronto al ritiro se anticipato nella mossa dal rivale. «Di Tavecchio non condivido la sua vena esclusivamente commerciale e non sportiva – ha detto –. E poi ci ha messo in difficoltà a livello internazionale, questo è innegabile, e il pensiero va a quel ragazzo della Primavera dell’Atalanta che l’anno scorso, per una frase simile, ha preso 9 mesi di squalifica, poi ridotti a 5, e ai servizi sociali. Non so come questo caso verrà gestito». Di certo, da gestire nell’immediato ci sarà il nodo legato alla nomina del nuovo commissario tecnico azzurro (con in pole sempre i nomi di Conte e Mancini). «Credo che, nel momento in cui lunedì verrà eletto il presidente, nominare il ct sarebbe la primissima cosa da fare – ammette Albertini – perché non rimane tanto tempo per organizzare le due importanti partite che abbiamo a settembre».

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