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L’Interrogazione

Camera e Senato chiedono lumi sulla gestione della Fit

SASSARI. Il Paese non nuota nell’oro e lo sport ancora meno. Così anche la gestione della Federtennis è finita sotto i riflettori. Una interrogazione è stata depositata in Senato e un’altra, in tempi...

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SASSARI. Il Paese non nuota nell’oro e lo sport ancora meno. Così anche la gestione della Federtennis è finita sotto i riflettori. Una interrogazione è stata depositata in Senato e un’altra, in tempi più recenti, alla Camera dal vicepresidente Di Maio. Ecco il testo:

«La Federazione italiana tennis è un soggetto con personalità giuridica di diritto privato riconosciuto dal Comitato olimpico nazionale e opera sotto la vigilanza tecnica, amministrativa e funzionale dello stesso. L'associazione non persegue fini di lucro, tuttavia, nell'anno 2007 ha costituito tre società partecipate, ed in particolare la Fit Servizi Srl, la Mario Belardinelli ADS e la Sportcast Srl. Inoltre risulta agli interroganti che la FIT, recentemente, ha acquistato 5 appartamenti di pregio da destinare alle sedi dei comitati regionali (Toscana, Sardegna, Sicilia, Abruzzo e Veneto).

La Fit avrebbe ancora costituito una società col precipuo scopo di gestire il canale televisivo "Supertennis" a cui la stessa Federazione avrebbe erogato, in tre anni, circa 15 milioni di euro di contributi; inoltre, il canale televisivo, trasmetterebbe i suoi programmi in Sardegna attraverso frequenze del digitale terrestre acquistate da un gruppo editoriale di cui è vicepresidente colui che fino a marzo 2014 è stato presidente del canale televisivo stesso. Considerato che le risorse economiche attraverso cui la Fit persegue i suoi scopi sono in parte di provenienza pubblica, circa il 25 per cento, di cui circa il 90 per cento elargite dal Coni. Ne deriva che le obbligazioni derivanti dalla stipula dei contratti di compravendita degli immobili indicati sarebbero state, verosimilmente, adempiute anche con risorse erogate dal Coni, oltre che con somme provenienti dalle quote corrisposte dai tesserati. Tali somme, quindi, sarebbero state distratte da quelle che sono le attività primarie della Fit, ovvero la promozione della cultura e del tennis e del beach tennis.

Risulta agli interroganti che nel luglio 2010 il consiglio federale della Fit statuiva con propria delibera che l'accesso alle manifestazioni giovanili nazionali (ad esempio coppa Belardinelli, coppa d'Inverno) doveva essere subordinato alla frequenza, a titolo oneroso, dei centri estivi Fit. Tale scelta, a parere degli interroganti, va a detrimento dei giovani privi di mezzi, sebbene meritevoli. Chiediamo perciò di sapere se il Governo sia a conoscenza di quanto esposto,

se, nell'ambito delle proprie competenze, abbia adottato dei provvedimenti, o intenda adottarne, al fine di chiarire la sussistenza o meno della violazione delle disposizioni di carattere normativo che disciplinano i soggetti giuridici tra i quali è annoverata anche la Fit. Se risulti se il Coni abbia autorizzato la costituzione delle società richiamate e se risulti che la gestione delle risorse economiche a disposizione della Fit sia congrua agli scopi perseguiti».

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