«Occhio alla fisicità dei russi, ma noi ci siamo»
Alessandro Gentile: «Siamo un bel gruppo anche senza le stelle. Che belle le sfide Sassari-Milano»
CAGLIARI. Gentile, un cognome che ha fatto la storia del basket italiano, con le imprese di Nando e della storica cavalcata di Caserta verso lo scudetto. Adesso nelle fila azzurre i Gentile sono addirittura due, il canturino Stefano e il capitano dell’Armani Jeans Milano, Alessandro. E proprio quest’ultimo ha vissuto un’annata magica, riportando dopo oltre trent’anni il titolo all’ombra della Madonnina. «È stato un anno positivo per i risultati – dice – ma c’è ancora molto da lavorare. La città di Milano aspettava da tanto questo importante risultato e io sono felice perché mi trovo benissimo». Via per lo scudetto che è passata anche per Sassari, con quella straordinaria serie playoff. «La serie con Sassari è stata bellissima – conferma Gentile –. La Dinamo si è confermata una grande squadra, ci aveva già battuto in Coppa Italia e per noi è stata un’autentica impresa riuscire a violare il loro campo. È una piazza bellissima, con tanto entusiasmo e in questo momento per la nostra pallacanestro c’è davvero bisogno di realtà così belle e sane». Puntuale come ogni anno si fa il nome di Alessandro Gentile per il grande salto all’estero, magari in Nba. «Ci ho pensato – confessa il capitano delle Scarpette rosse – ma adesso mi sembra prematuro perché ho deciso di stare a Milano ancora per qualche anno. In futuro però mi piacerebbe lasciare l’Italia e potermi così confrontare con altre culture. Siamo sempre noi che importiamo giocatori, è giusto che adesso facciano il grande salto, come diversi miei compagni hanno già fatto».
Un’altra lunga estate di sacrifici per cercare di risollevare le sorti della nazionale, tornata finalmente tra le prime otto d’Europa. E ora c’è la sfida in Russia. «Sì, sacrifici con un pizzico d’amaro in bocca perché avremmo voluto giocare i Mondiali: lo scorso anno la qualificazione ci è sfuggita di un soffio. Non ci sono grandi nomi, mancano gran parte delle stelle Nba, ma questa squadra merita rispetto perché è composta da 15 giocatori che non mollano mai. Non siamo la Spagna, ma stiamo crescendo. In precampionato le sensazioni sono state positive ora vediamo all’esordio contro la Russia cosa ci dirà il campo. Sappiamo che loro ci sovrastano fisicamente, ma questa è la prassi, dobbiamo semplicemente trovare un modo per arginare la loro forza fisica. E domenica a Cagliari contro la Svizzera ci aspettiamo il pubblico delle grande occasioni».
Maria Grazia Pais
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