L’atletica azzurra è donna e un po’ sarda
Prime medaglie agli Europei: oro per Libania Grenot (Cus Cagliari) nei 400, argento per Valeria Straneo nella maratona
ZURIGO. Italia a tinte rose per ritrovare l'azzurro. Sono le donne, venute da lontano, muscoli e fatica, mamme, divoratrici di pista e strada, lacrime e sorrisi, a fare più grande la nazionale di atletica che dopo quattro giorni di buio agli europei di Zurigo ritrova il sorriso proprio grazie a loro: si chiamano Libania Grenot, cubana di nascita, italiana per amore, e Valeria Straneo, 44 kg portati da Alessandria e 42.197 km nelle gambe diventate così lunghe da spingerla ancora sul podio. Sono due donne che hanno svetolato il tricolore ma che hanno nel cuore anche un’altra bandiera: quella con i quattro mori della Sardegna. La Grenot è tesserata con il Cus Cagliari e deve molto all’isola che l’ha aiutata a ripartire dopo tre anni di buoio assoluto. Anche la Straneo è legatissima alla Sardegna terra che è diventata la sua palestra e che, come ha detto a caldo nelle interviste del dopo gara «Raggiungerò prestissimo per un lungo periodo di vacanza».
Sono loro i volti freschi del’atletica italiana. Ha Libania con un oro-show nei 400 metri nel giorno di Ferragosto, ha contuniato la Straneo che ha conquistato un argento magico nella gara della fatica, quella maratona che già un anno fa ai mondiali di Mosca le aveva regalato medaglia e soddisfazione dello stesso colore. «Questo è un argento che vale tanto, non si deve mai dare nulla per scontato» ha detto la maratoneta azzurra, una malattia alle spalle, l'asportazione della milza che non le ha tolto forza nelle gambe, ma ha rafforzato ilo coraggio ad andare avanti. «Sono stata a un soffio dall'oro, ma sono felice così. Il percorso era davvero tosto, le salite si sentivano e ora ce l'ho tutte sulle gambe. Non ho da rammaricarmi di nulla sulla mia condotta di gara. L'ho vissuta come piace a me: sempre nelle posizioni di testa, anche se nella seconda salita forse non avrei dovuto assecondare troppo la croata quando l'ha messa giù pesante». Una gara che la piemontese ha fatto sempre da leader. Davanti però l'azzurra, 38 anni, si è trovata la francese Christelle Daunay, che di candeline ne spegnerà 40 a dicembre, in super forma e spedita verso l'oro in 2h25'14 (a completare il podio la portoghese Jessica Augusto).
La giornata azzurra fa registrare anche il quinto posto di Yadiseidy Pedroso nei 400hs (55.90), l’ottavo di Giulia Viola nei 5000 metri (personale di 15’38”76) e l’undicesimo di Nicola Vizzoni nella finale del lancio del martello (73,94). Nei turni eliminatori, brillano le staffette: tre su quattro raggiungono la finale, con la sorpresa più clamorosa che arriva dalle ragazze della 4x100 (Marzia Caravelli, Irene Siragusa, Martina Amidei, Audey Alloh): il loro 43”29 è la seconda prestazione italiana di sempre, a 25 centesimi dal record nazionale stabilito nel 2008. Promosse anche le ragazze della 4x400 (senza Libania Grenot, tenuta precauzionalmente a riposo). Disco verde infine per la 4x100 uomini (Fabio Cerutti, Eseosa Desalu, Diego Marani, Delmas Obou), che corre in 38”71.
Ieri hanno fatto festa Meraf Bahta nei 5000 m, Sandra Perkovic nel disco, Olha Saladuha nel salto triplo,Yadisleidy Pedroso nei 400 hs, Renaud Lavillenie nel salto con l’asta, Maryna Arzamasova negli 800 metri femminili e l’ungherese Krisztian Pars nel lancio del martello.
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