«Occasione unica non potevo dire no»
Il neo allenatore della squadra sassarese si presenta ai tifosi «Non ho un modulo preferito, prometto impegno e grinta»
SASSARI. Massimo Costantino, 41 anni e una carriera che lo ha visto protagonista in Calabria dove ha allenato per quattro anni il Lamezia portandolo la scorsa stagione alla conquista della serie C unica, prende al volo l’occasione che gli viene offerta e si rimette in gioco a Sassari, alla guida della Torres. La società rossoblù lo ha scelto per sostituire Vincenzo Cosco e lo ha presentato alla stampa come un allenatore giovane che vuole arrivare e nel quale si può credere. «Quando ho ricevuto la telefonata del presidente - dice il nuovo tecnico rossoblù -, non ho avuto esitazione ad accettare l’incarico che ritengo prestigioso perché la Torres è squadra importante e di grande tradizione. Mi accingo a lavorare con impegno e passione come ho sempre fatto e spero di ottenere quei risultati che tutti si aspettano da me e dalla squadra». Ma quale è l’idea di calcio che ha mister Costantino? «Non ne faccio questione di numeri perché tutto si può sempre cambiare. Sicuramente giocheremo con la difesa a quattro, poi potremo passare al 4-3-2-1, ma anche al 4-4-2. Vedremo».
Eppure col Lamezia chiuse un campionato con la difesa meno perforata del torneo. Non sarà troppo difensivista? «Io parto dal principio che le partite si vincono anche per 1 a 0, però non rinuncio all’attacco e devo dire che a Lamezia ho avuto la fortuna di allenare Matteo Mancosu che di gol me ne ha fatti tant».
La squadra è ancora incompleta, quanti giocatori crede debbano arrivare?
«Dire adesso cosa manca è difficile. Molti di questi giocatori li conosco ma devo capire le caratteristiche di tanti. Mi ci vorranno un paio di giorni poi avrò le idee più chiare. Intanto il direttore Nucifora, col quale c'è tanta sintonia, sta cercando gli uomini giusti per completare l'organico. Quanti ne dovranno arrivare lo vedremo a breve».
C'è un problema impianti che potrebbe creare disagi. Anche lei è contrario ai campi in sintetico?
«Le differenze sono notevoli. Però ci si può adattare, l'importante che si stia attenti a come si lavora».
Che tipo di campionato si aspetta?
«Intanto, diciamo che siamo in un girone affascinante. Prevedo anche un livello tecnico piuttosto alto perchè affronteremo tante squadre imbottite di giocatori importanti che hanno fatto la A e la B e tanti giovani di qualità. Noi cercheremo di fare bella figura e di ritagliarci spazi significativi soprattutto nell'ottica di salvare la categoria»
Perchè la chiamano l'imperatore?
« Qualche anno fa un vostro collega appassionato di storia accostò il mio cognome Costantino a quello dell'imperatore romano. E così mi è rimasto l'appellativo di imperatore. Cose che succedono».
Daniele Doro
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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