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«Vogliamo chiudere subito i conti»

Il play Stefano Gentile: «L’entusiasmo del pubblico ci spingerà»

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CAGLIARI. Ancora qualche ora e l’Italbasket saprà se potrà festeggiare la qualificazione ad Euro 2015, o dovrà rimettere la bottiglia della spumante in fresco in attesa della gara contro la Svizzera di mercoledì prossimo. A partire dalle 20.30 riflettori puntati sul parquet di via Rockefeller dove la Russia cercherà in ogni modo di vendere cara la pelle. «Per noi si tratta della terza finale di questa lunga estate – spiega Stefano Gentile –. E’ ovvio che loro abbiano le spalle al muro, hanno un solo risultato a disposizione e devono vincere per continuare a sperare. Da parte nostra vogliamo chiudere i conti perché la Svizzera in casa è ben altra cosa rispetto a quella che ha perso in trasferta e non vogliamo avere brutte sorprese. La Russia avrà sicuramente preparato la gara in modo diverso, conosce i nostri punti deboli, come noi conosciamo i suoi. Sarà carica fin dall’inizio e noi dovremmo state attenti ad imporre il nostro ritmo. Però è anche vero, e lo dico per esperienza personale, che quando una squadra arriva con l’acqua alla gola, inizia subito forte, poi con il passare dei minuti sale l’ansia e si possono commettere errori anche stupidi. Noi dobbiamo dimostrare di esserci e poi fare il nostro gioco».

E l’Italia avrà dalla sua il sesto uomo, visto che il Palazzetto sarà sold-out. «È bellissimo giocare in un simile clima – dice il play canturino –. Per come è fatto il Palazzetto, a cupola, tutte le voci vengono riflesse sul campo, c’è proprio l’effetto amplificatore. È una sorta di bomboniera che ricorda molto il Pianella di Cantù e infatti là per gli avversari non è mai facile riuscire ad imporsi. È palese che in città ci sia fame di basket, i miei compagni mi avevano parlato bene della città e ora capisco perché negli ultimi anni la nazionale è venuta a giocare qui spesso. È bello lavorare circondati dall’affetto della gente. Cagliari si è stretta intorno a noi e ci ha reso meno pesante il lungo ritiro. Quando vedi ragazzini con la maglia azzurra addosso ti senti gratificato, anche perché questa squadra era partita tra lo scetticismo generale e invece ha dimostrato di essere un ottimo gruppo».

«Penso che ormai sia lo sport nazionale dubitare su tutto e poi salire sul carro dei vincitori – conclude Gentile –, purtroppo nel nostro paese in ogni campo crediamo poco nei nostri mezzi. Secondo me ci rispettano più all’estero che in patria, ma spero che con i risultati arrivi più fiducia e il basket possa continuare a crescere diventando così punto di riferimento per i più giovani».

Maria Grazia Pais

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