Gli azzurri sbattono sull’orgoglio dei russi
L’Italia perde 68-72, la qualificazione passa per la Svizzera
CAGLIARI. Mai fidarsi dei russi, mai arrivare a giocarsela sul piano fisico contro una squadra che ha centimetri e chili di muscoli da vendere, anche se appena una settimana fa sembrava morta. L’Italia cade 68-72 al palasport di Cagliari al termine di una gara tiratissima, nella quale la stanchezza (degli azzurri) e la forza fisica (della Russia) alla lunga hanno fatto la differenza. La squadra di Pianigiani spreca il primo match ball per qualificarsi agli Europei e ora è obbligata a battere la Svizzera nel match di mercoledì a Bellinzona. Peccato, perché a 5’ dalla sirena Datome e compagni conducevano 60-54.
La partita. Pianigiani inserisce il quintetto migliore, con Cinciarini, Aradori, Alessandro Gentile, Datome e Cusin. Gli azzurri partono bene, trascinati da Datome, che con due triple consecutive fa il primo minibreak: 8-2. La reazione russa è immediata (10-10 al 5’), ma un paio di buone difese e il gioco sciolto dell’Italia portano Luca Vitali a segnare la tripla del +6 (19-13). Il palazzetto esplode ma i russi non si fanno intimorire. Alla prima sirena il vantaggio si è già ridotto (19-17) e a metà del secondo quarto le spallate di Mogzov e il dinamismo di Ponkrashov permettono i russi di andare per la prima volta in vantaggio sul 24-25. L’Italia fatica da morire a trovare il canestro, anche perché la squadra di coach Pashutin fa pesare il gap di chili e centimetri. Il momento critico passa in fretta ma si procede a strattoni (28-25, 28-30) e all’intervallo la situazione è in perfetta parità a quota 36. Il terzo quarto è durissimo, con l’Italia che difende bene e prova ad accelerare, ma si trova di fronte un muro. Nel finale però, arriva il sospirato mini-break: dal 42-42 gli azzurri volando sul 50-44, ma una tripla sulla sirena di Antonov gela l’entusiasmo del palazzetto. Si riparte dal 50-47. È un vantaggio minimo ma gli azzurri lo conservano a lungo: Pianigiani abbassa il quintetto (Cusin unico lungo), gli onnipresenti Datome e Ale Gentile vanno in lunetta per 3 tiri liberi (57-51; 60-54 al 35’) ma la Russia è devastante con il solito asse Ponkrashov-Mozgov: una tripla del numero 14 russo completa un break di 2-10 e riporta avanti gli ospiti (62-64 a 3’40”). Aradori è impreciso al tiro e in questa fase a tenere a galla gli azzurri sonoCusin e Datome, mentre Gentile e Aradori vanno in confusione.
La resa. Con l’aumentare della stanchezza si allarga paurosamente il gap fisico: sul 66-70 a 1’22” dalla fine il match è virtualmente chiuso e la lunga trafila dalla lunetta, con una miriade di errori (comprese le triple di Datome che vanno sul ferro), non fanno altro che aumentare i rimpianti: poteva essere festa, e invece la qualificazione è ancora tutta da conquistare.
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