Marini: «Sarà dura, si deve pedalare»
Il neo allenatore del Calangianus è realista ma fiducioso: «Diremo la nostra»
CALANGIANUS. Renato Marini, dal 4 agosto al lavoro come allenatore del suo Calangianus, vive questa esperienza e con entusiasmo ma tanto realismo. Ha capito che essere il mister di questa squadra, nel 2014, significa portare avanti un esperienza fra mille ostacoli e i traguardi dipendono dalla generosità di coloro che amano i giallorossi. Insomma, non basta iscrivere la squadra al campionato, bisogna anche trovare persone che tengano a una società stabile e seria. Una volta aperti i battenti del Signora Chiara, emergono i problemi di sempre, ma stavolta accentuati dalla crisi. E sa bene, Marini, di non poter dire “voglio questo, quello e quest’altro”. M gli piace dialogare senza creare la minima polemica. «Ringrazio chi mi ha scelto per guidare i giallorossi. E’ un grande onore, ma anche una grande responsabilità. Non sarà certo una passeggiata perché si hanno davanti squadre ben attrezzate, con giocatori esperti e determinati. Ploaghe, Latte Dolce, Lanusei, Castiadas, Taloro, San Teodoro, Valledoria e le algheresi hanno rose valide, sono squadre quadrate e con tanto entusiasmo. Noi diremo la nostra ma per ora occorre solo abbassare la testa e pedalare per meritare la salvezza».
Mister, dopo le prime uscite sui campi di Budoni ed Olbia i tifosi notano che non si è segnata una sola rete. Non era meglio iniziare con squadre meno preparate e di categoria inferiore’
«Dobbiamo misurarci con chi vale per capire le nostre possibilità e in umiltà - risponde Marini col sorriso -. Con il Budoni e l’Olbia abbiamo preso atto dei nostri limiti. In mezzo al campo si gioca con due interditori, manca uno che crei gioco, che dia il ritmo, che aiuti Marras e Nicolli a puntare a rete. E poi è stato chiaro che mancano alternative negli altri ruoli. Basta un infortunio e siamo in difficoltà seria».
Per questo non servono i ragazzi locali?
«Certamente, ma ci vuole del tempo perché si adattino. Conto molto su Nicolli, Sotgiu, Bua, Inzaina, Corongiu e i tre baby olbiesi (Mutzu, Asole, Budroni) Devono aver pazienza, devono lavorare sodo. Le occasioni ci saranno per tutti, se lavori bene e vuoi far strada.Conto molto su Mulas e Deriu, Pischedda e Piscopo, Cugini, Gori e Deriu, Tusacciu e Di Angelo. Con i dirigenti c’è un franco e cordiale confronto. Faremo del nostro meglio ma per noi non sarà una passeggiata». Mercoledì è prevista un’amichevole con il Tempio. Pietro Zannoni
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