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Festa «made in Sardinia» a Chilivani

Festa «made in Sardinia» a Chilivani

Domenica i migliori fantini dell’isola tornano a casa per due appuntamenti internazionali riservati ai purosangue arabi

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SASSARI. Oltre 10 mila vittorie conquistate negli ippodromi di tutti il mondo, con un montepremi complessivo superiore ai 300 milioni di euro. Sono i numeri dei fuoriclasse sardi, o di origine sarda, del galoppo che per la prima volta saranno tutti assime in pista a Chilivani. E se Frankie Dettori non avesse dovuto gareggiare altrove per impegni presi in precedenza, sarebbe stato un clamoroso en plein. La prima giornata della riunione estiva che si disputerà domenica a partire dalle 15.30 sarà una giornata storica per l'ippica non isolana. L'evento, organizzato dal Dipartimento di ricerca per l'incremento ippico con l'ippodromo di Chilivani, dietro richiesta dell'Unione Ippica del Mediterraneo, propone due corse internazionali: il Campionato del Mediterraneo dei purosangue arabo riservato ai soggetti interi e femmine di 4, 5 e 6 anni di purosangue arabo (30 mila euro di montepremi) e il premio dell'Unione Ippica del Mediterraneo riservato ai 3 anni (20 mila euro di montepremi) entrambe finanziate dall'Agris.

La manifestazione è stata presentata ieri mattina da Raffaele Cherchi, direttore del Dipartimento di Ricerca per l'Incremento Ippico, e dai vertici dell’ippodromo ozierese. «Questa giornata – ha detto Cherci – è un riconoscimento prestigioso. L'attenzione internazionale sarà tutta per Chilivani e la Sardegna, che tutelano e promuovono il purosangue arabo oltre all'anglo-arabo sardo. Nonostante il periodo di difficoltà l'Agris ha voltuo proseguire nel sostegno dell'ippica isolana, così dopo il finanziamento nel 2013 di ulteriori 11 giornate di corse, ha finanziato anche il montepremi per le due corse internazionali di domenica. E il fatto che ci sia un piccolo incremento nella nascita dei puledri sardi significa che c'è una inversione di tendenza per il settore».

Soddisfatto anche Franco Sionis, presidente della Società Ippica Chilivani: «Il nostro ippodromo ha fatto la storia del galoppo e ancora oggi è una struttura più che dignitosa nel panorama nazionale. La nostra caratteristica è quella di dare grande spazio all'anglo-arabo che rispetto al purosangue ha una carriera più lunga non solo sportiva, perché dopo le corse può fare il completo ma soprattutto l'endurance, disciplina in crescita vertiginosa in tutto il mondo grazie all'impulso dato dagli Emirati Arabi. E questo dà una prospettiva nuova all'allevamento sardo e non solo: ogni cavallo nell'ippodromo produce quasi due posti di lavoro».

Paolo Puddu, direttore generale della Società Ippica Chilivani è poi entrato nel dettaglio delle due corse interazionali. «Abbiamo scelto di fare una cosa per puledri di tre anni per valorizzare il parco sardo e l'altra per i 4 anni. Avremmo potuto avere più cavalli esteri ma in Italia non c'è un porto autorizzato a sdoganare i cavalli che vengono dal Nord Africa e gli eventi bellici in Libia hanno costretto al forfeit i cavalli libici, tunisini e marocchini. Saranno però presenti una delegazione dell'Algeria, una della Francia, una della Sicilia e una della Toscana. Avremo, già domenica, le gabbie piene. E del resto Chilivani ha la media più alta d'Italia per partenti e uno dei pubblici più numerosi.

Ma chi saranno i protagoniti della giornata? I nomi sono di primissimo livello. Si va dai fratelli Demuro (105 milioni vinti in carriera dal solo Mirco) a Fabio Branca, da Antonio Fresu a Dario Vargiu, da Nicola Pinna a Andrea Atzeni, ultimo talento targato quattro mori che sta facendo impazzire i tifosi inglesi.

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