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Fiorentina, assalto alle grandi

di Brunella Ciullini
Fiorentina, assalto alle grandi

Con Gomez finalmente a disposizione, Rossi e Cuadrado può puntare alla zona Champions

29 agosto 2014
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Stavolta Andrea Della Valle appare più fiducioso del solito. «Tolte Juve e Roma non vedo squadre più forti della nostra. E quindi possiamo provare a fare meglio dell’anno passato. Qui c’è un progetto serio, un gruppo vincente, l’obiettivo per cui stiamo lavorando è confermarci protagonisti».

Insomma, il patròn viola freme e insieme a lui i tifosi che hanno fin qui già sottoscritto ventimila abbonati. Un numero importante, segno di fiducia, alla luce della crisi economica che affligge da tempo il nostro Paese, il problema stadi (ma il “Franchi” da qualche anno si sta rimodernando e ha tolto già le barriere nei settori di tribuna e in “Maratona”), il calo di fascino del calcio italiano e l’offerta televisiva. Firenze dunque resiste così come i sogni e le aspirazioni di una proprietà, di una squadra e di un allenatore (Vincenzo Montella è al suo terzo anno sulla panchina viola) che puntano ad un posto fisso nell’alta classifica, inseguendo la zona-Champions e andando il più avanti possibile in Europa League dove nell’ultima edizione la Fiorentina è uscita agli ottavi dopo il derby con la Juve. I viola vogliono regalare ai Della Valle il primo trofeo della loro gestione dopo averlo sfiorato: vengono da due quarti posti di fila, hanno divertito col loro spumeggiante e spagnoleggiante gioco offensivo, hanno perso tra mille recriminazioni la “strana” finale di Coppa Italia del maggio scorso contro il Napoli e saputo far fronte anche agli infortuni di due giocatori del calibro di Giuseppe Rossi e Mario Gomez. Proprio l’attaccante ex Bayern Monaco fu il grande colpo di mercato dell’estate passata, il più oneroso della gestione-Della Valle insieme con l’investimento (21 milioni e mezzo di euro) per Juan Guillermo Cuadrado, il talentuoso colombiano valutato dai Della Valle oltre 40 milioni. Nell’organico sono poi arrivati un vicecampione del mondo, il difensore argentino Josè Basanta, un talento da rilanciare ma indiscusso quale il trequartista ex Chelsea Marko Marin, il portiere della nazionale rumena Tatarusanu e un giovane dalle doti interessanti come il centrocampista australiano Joshua Brillante. Inoltre Montella può contare sui baby d’oro Bernardeschi e Babacar. Sono rimasti infine tutti i cosiddetti pilastri, da Borja Valero che si è legato a vita a Firenze rinnovando fino al 2019, a Gonzalo Rodriguez, da Pizarro a Aquilani. E nel calcio “mordi&fuggi” di oggi trattenere i migliori è già un successo.

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