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«Il mio salotto su Sky resterà aperto fino a mezzanotte»

di Valentino Beccari
«Il mio salotto su Sky resterà aperto fino a mezzanotte»

La conduttrice è all’undicesima stagione: «Non vedo l’ora, fosse per me trasmetterei pure il campionato svedese...»

29 agosto 2014
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È la padrona di casa del salotto più esclusivo del calcio italiano. “Sky calcio show” è il luogo di conversazione per eccellenza del pallone, il “red carpet” della serie A, il terzo tempo dove si approfondiscono i temi, si analizzano le immagini, si misura il battito cardiaco e si ascolta il respiro dei protagonisti della domenica. Ilaria D’Amico per l’undicesimo anno di fila si appresta ad aprire la porta di Sky. È la declinazione del calcio al femminile, un tocco raffinato ma grande competenza tecnica e senso del ritmo. Il Brasile, l’eliminazione dell’Italia, le dirette da Mangaratiba sono cronaca di ieri, ma sembra passato un secolo.

Ilaria, smaltite le tossine del Brasile? È pronta per rituffarsi nella mischia ?

«Devo dire che ogni anno mi riprometto di fare vacanze più lunghe però ogni volta non vedo l’ora di ricominciare e mano a mano che si avvicina la ripresa del programma mi sale l’adrenalina».

Dopo dieci anni come e dove riesce a trovare nuove idee e nuovi stimoli?

«Basta dare un’occhiata all’ambiente Sky per rendersene conto. Siamo un gruppo collaudato di presentatori, coordinatori, dirigenti, giornalisti, tecnici, un team di quarantenni e cinquantenni che rispecchia un po’ la nuova ondata del paese Italia e che ha voglia di rinnovarsi, crescere, cambiare».

Però non è facile inventare qualcosa di nuovo, soprattutto nel calcio.

«Noi ci riuniamo sistematicamente per ragionare sul nostro programma, su quello che va e quello che deve essere migliorato. Un vero lavoro di squadra per poter riuscire a introdurre ogni volta un elemento di novità che sia una nuova componente tecnologica piuttosto che un aspetto della scaletta».

E quest’anno quali saranno le novità?

«Diverse ma l’aspetto più significativo è che sarà uno “Sky calcio show” extralarge: si partirà dalle 17 fino a mezzanotte, una lunga maratona calcistica che avrà un format modulare e quindi si passerà dai servizi filmati alle interviste, dai commenti agli approfondimenti ma ovviamente ci sarà spazio per lo sviluppo di temi e aspetti particolari».

Sette ore di diretta tv: ci vuole un fisico bestiale.

«No, non sarò sola, ci alterneremo alla conduzione anche per tenere sempre alta l’asticella della tensione».

E i suoi compagni di viaggio?

«Si alterneranno diversi “talent” con la conferma dei vari Mauro, Marchegiani, Porrà, Di Marzio ma anche nomi nuovi che verranno svelati domenica».

Ai Mondiali Sky ha puntato sulla narrazione affidandosi a un fine narratore come Federico Buffa: il copione vale anche in campionato?

«Certo che sì, Buffa è un patrimonio straordinario di Sky e sa raccontare il calcio e le sue storie come nessuno. Trasmette emozioni e sicuramente continuerà a farlo».

Al termine dei Mondiali ha detto “arrivederci” a Del Piero: se non tirerà calci in qualche angolo di mondo lo vorrà nella sua squadra?

«Per uno, due giorni come per tutta la vita uno come Del Piero lo prenderei a scatola chiusa. Ai Mondiali è stato straordinario perché si è cimentato in più ruoli, da inviato nelle piazze a commentatore in studio, da conduttore a seconda voce nelle telecronache. Ogni volta mi chiedeva consigli su come migliorarsi».

Balotelli in Inghilterra, Conte in Nazionale, anche il palcoscenico televisivo della serie A perde due grandi protagonisti.

«Mi dispiace che il Balotelli calciatore non riesca a dimostrare tutto il suo valore in quanto a Conte penso che sia l’uomo perfetto per la Nazionale. Ogni volta che un personaggio lascia la serie A mi scende una lacrimuccia ma poi penso ai nuovi che entreranno come Garcia lo scorso anno e mi riprendo».

C’è tanto calcio estero nel palinsesto Sky: teme la concorrenza di Bundesliga e Premier?

«No, fosse per me trasmetterei anche il campionato svedese. Sky vuole e deve dare spettacolo e il nostro show ha avuto nell’ultima stagione un incremento dell’audience del trenta percento».

Un giorno le capiterà di avere anche Buffon in trasmissione: ci saranno emozioni particolari?

«Ho intervistato Gigi Buffon forse un centinaio di volte, è un grande professionista e io faccio questo lavoro da troppi anni per farmi condizionare».

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