Piredda, mezzo secolo di judo
Il maestro e pluricampione si racconta e spiega i problemi della Fijlkam
SASSARI. Nei mesi scorsi ha festeggiato i primi 52 anni di carriera nel mondo delle arti marziali. Tre volte campione del mondo Master di kata, campione d'Europa con la nazionale italiana alla rispettabile età di 70 anni, e tanto altro. È il maestro di judo Gavino Piredda 6° dan. Dal 1999 è stato eletto per la prima volta alla guida del comitato regionale Sardegna della Fijlkam, incarico che per ben quattro volte e sempre all'unanimità, gli è stato rinnovato. Una figura quella del maestro Piredda da sempre considerata un punto di riferimento per i tanti maestri, tecnici, arbitri e atleti che praticano le discipline delle arti marziali nell'isola. «Ho iniziato a fare judo – racconta – a soli 18 anni, oggi ne ho 70. Dal 1978 insegno questa disciplina. Ho iniziato sempre ad Alghero in una palestra di 40 metri quadri, poi una in una più grande di 800 metri quadri, alla fine ho costruito l'attuale palestra di 1300 metri quadri, un fiore all'occhiello in Sardegna. In questi anni ho organizzato diversi tornei nazionali ed internazionali di grande spessore».
A lui il non facile ruolo di presidente regionale Filjkam. «Il segreto è quello di riuscire a mettere le persone giuste nei ruoli determinanti, non sempre è facile ma ci proviamo, per poter divulgare nel miglior modo possibile queste discipline sportive. Per quanto mi riguarda io ho continuato a portare avanti la grande opera creata dal maestro Mario Canopoli, cercando di tenere uniti tutti i suoi rappresentanti, considerando le varie mentalità diverse che sono presenti nella federazione. Si potrà andare avanti solo se saremo coesi nel raggiungere tutti lo stesso obiettivo, l'unità prima di tutto, in tutte le tre discipline sportive». «Devo dire grazie ai vari dirigenti dei tre settori, in particolare, a Vincenzo Piroddu, vice presidente del settore lotta, con il quale esiste una sintonia perfetta. Ha creato da oltre 19 anni il torneo internazionale "Città di Sassari", orgoglio per la Sardegna e per l'Italia. Stesso discorso per Monica Piredda nel judo, grande professionista e mia erede naturale per il futuro nel judo regionale. Per quanto concerne il settore karate, dispiace sottolineare che ci sono altre federazioni ed enti di promozione che non rispettano le regole, e creano confusione in questa disciplina». «Purtroppo anche da noi ci sono delle mele marce che cerchiamo di contrastare nella giusta maniera. Perché fare degli interventi controproducenti per le nostre attività, non fanno il bene di nessuno. Un appello ai dirigenti delle nostre società, di astenersi da fare commenti inappropriati contro chiunque faccia parte della federazione». Il futuro? «Più spazi e più risorse ai grandi eventi internazionali che si svolgono in Sardegna. Ad esempio nella lotta il "Città di Sassari", gli eventi internazionali del judo, come quello disputato a luglio ad Alghero e quelli dl karate, interventi mirati per consentire di avere nei nostri tornei più importanti, campioni da tutto il mondo. Anche in Sardegna abbiamo ottimi elementi che ci daranno tante belle soddisfazioni».
Piero Garau
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