Il Cagliari ritrova Dessena e promette spettacolo a Macomer
CAGLIARI. Messo ko dopo appena tre giorni di ritiro, è pressoché scomparso dai radar. Anche se negli ultimi tempi è stato oggetto dei desideri di Leeds e Chievo. Da ieri si è riavvicinato al gruppo:...
CAGLIARI. Messo ko dopo appena tre giorni di ritiro, è pressoché scomparso dai radar. Anche se negli ultimi tempi è stato oggetto dei desideri di Leeds e Chievo. Da ieri si è riavvicinato al gruppo: Daniele Dessena, rieccolo. «E’ incedibile. Ce l’hanno chiesto all’estero e in A e abbiamo detto no. Daniele fa parte del gruppo storico della squadra e stiamo lavorando sul rinnovo» dice il ds Francesco Marroccu. In breve, un top player. Indispensabile per far crescere Donsah, Capello, Caio Rangel, tutti più o meno adattabili nel terzetto centrale zemaniano. Ma non solo. Dessena è una scommessa di Giulini. Un tassello per costruire il Cagliari 2.0.
Dessena a Macomer. La mezzala che lascia il differenziato per aggregarsi ai compagni, potrebbe anche annusare l’erba allo Scalarba. Staff medico e tecnico non hanno ancora deciso. Meglio non affrettare i tempi. Ma per la Macomerese, neo-ripescata in Promozione, l’ex Parma e Samp potrebbe tornare in gruppo. Comunque vada, dopo 50 giorni lontano dalla palla, una bella notizia. Bloccato a Sappada da una tendinite alla “zampa d’oca” il numero 16 ha seguito un duro percorso di riabilitazione. «Dessena in campo? Ci stiamo pensando» taglia corto il medico sociale, Marco Scorcu. Si vedrà.
Aria di festa. Il Cagliari che si presenta a Macomer, icona di una zona che tifa da sempre rossoblù, risponde alla chiamata dal territorio e mostra un mezzo sorriso. La vittoria con il Catania in Coppa Italia con lo stadio simile a un impianto sportivo dopo tre stagioni da incubo, è il primo dei motivi per concedersi un sospiro. A seguire, l’1-1 del debutto in A con il Sassuolo. In Emilia si è visto un Cagliari che prova a fare cose nuove in ossequio alla filosofia zemaniana. Certo, c’è ancora da limare e migliorare. Ma come dice Ekdal «Il calcio di Zeman è speciale». E tutte le rivoluzioni richiedono tempi adeguati. Al Mapei Stadium si è visto un gruppo - con l’età media più bassa della serie A: 23,7 anni - capace di reagire senza esitazioni appena andato sotto: «Siamo stati bravi a non mollare: il gol di Sau è stata la nostra migliore risposta» le parole di Cossu. Insomma, il biglietto da visita per l’Atalanta - il 13 settembre alle 15 al sant’Elia – è incoraggiante per i tifosi.
Dal campo. Ieri, alla ripresa, ad Asseminello ha debuttato Joao Pedro. Ma oltre al riavvicinamento di Dessena, a Macomer dovrebbe esserci anche Sau.
Mario Frongia
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