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Giaccherini: «Con Conte avrò molte più chance»

Giaccherini: «Con Conte avrò molte più chance»

Il centrocampista racconta l’esclusione ai Mondiali: «Ero arrabbiato, normale» E “Giak” si mette a disposizione del nuovo ct: «Trasformerò la rabbia in energia»

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FIRENZE. Giorgio Chiellini è già a Torino da ieri sera ma il suo caso e le tensioni fra la Juventus e la nazionale continuano a tenere banco. L'ammissione di Emanuele Giaccherini, ex bianconero e richiamato in nazionale dal suo ex allenatore dopo l'esclusione dai Mondiali decisa da Cesare Prandelli, è assai eloquente: «C'è un regolamento e a quello bisogna attenerci, credo che Juve e nazionale si siano parlati e abbiano poi deciso, ma Giorgio è davvero un giocatore importante per il gruppo e lo spogliatoio anche quando non gioca. Come Buffon, De Rossi, Pirlo, tutte 'bandierè, giocatori che qualsiasi allenatore vorrebbe sempre avere. Questo è il mio pensiero. Non so se Chiellini ci è rimasto male, credo però che fra la Juve e Nazionale dovrà esserci più collaborazione». Chiellini oggi a Torino ha cominciato le sue cure fisioterapiche; nel giorno del silenzio dopo il botta e risposta Oriali-Juve le versioni rimangono opposte - per i bianconeri che una comunicazione debole e frammentaria, per il club Italia il ripensamento di Torino una telefonata juventina solo al giocatore -, ma di sicuro rimane che il primo strappo nazionale-club c'è stato, e non con un club come gli altri. Anche nel caso di Giaccherini si crearono attriti fra la società bianconera e Conte contrario alla cessione al Sunderland di un elemento così utile e duttile. «Non mi sono mai pentito di essere andato in Inghilterra dove si gioca il campionato più bello al mondo e non penso che questo trasferimento sia stato la causa dell'esclusione dai Mondiali - osserva il centrocampista toscano - La A non è un campionato piccolo ma negli anni ha perso un po’ di valore rispetto a Bundesliga e Premier dove ritroverò Balotelli, un campione che ha qualche difetto ma potrà tornare utile alla Nazionale. Quando lo vedrò a Liverpool ci scambieremo la maglia». Lontano appunto dall'Italia «dove i giovani sono poco valorizzati e oltre il 50% di chi gioca è straniero, dovrebbe esserci una svolta per tutelare meglio i vivai» ammonisce Giaccherini che intanto ha riassaporato l'azzurro: «La gara con l'Olanda è quella che ho sentito di più da quando sono in Nazionale, più che col Brasile in Confederations Cup. Con Conte ct sento di avere una bella responsabilità e mi piace. In una squadra la qualità conta come i soldatini» ricordando la definizione piccata che Cassano in passato dette ai giocatori bianconeri. Unico neo l'esclusione ai Mondiali: «Normale fossi arrabbiato, negli ultimi 2 anni ero stato sempre in Nazionale e sono rimasto fuori nell'occasione più importante, non so se mi ricapiterà. Al di là di come è finita ci sarei andato comunque, ora voglio trasformare la rabbia in energia».

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