«Marquez domina ma ogni Gran premio è da batticuore»
Il nuovo telecronista del Motomondiale: «Valentino può farcela e quando accadrà mi lascerò ispirare da quei momenti»
In pochi avrebbero voluto essere al suo posto. Prendere il microfono dalle mani dello show-speaker Guido Meda (quello di “Rossi c’è”) e mettersi davanti ai monitor a commentare le gare della MotoGp. Dicevano che aveva tutto da perdere e invece, alla fine, ha avuto tutto da guadagnare. In stima e in credibilità.
Zoran Filicic, prima voce di Sky (e anche in chiaro per Cielo) per il Motomondiale, con passaporto italiano e sangue croato, è commentatore olimpico dal 2010. L’adrenalina è il filo conduttore delle sue esperienze da telecronista (freestyle, snowboard, surf, ecc.). Se all’inizio gli mancava un pizzico di esperienza con i Gp, ha recuperato ben presto conquistandosi una posizione professionale di tutto rispetto. L’intervista è con il “tu” colloquiale, come si usa fra giornalisti.
Zoran, con l’extraterrestre Marquez il rischio di sconfinare nella noia è sempre dietro l’angolo. Come si fa a regalare continuamente emozioni ai telespettatori?
«Mi dispiace, ma ti devo contraddire. Con la sua guida Marquez vince sempre, è vero, ma allo stesso tempo la sua andatura e il suo stile sono decisamente esaltanti. Ricordano un po’ Michael Doohan e lo stesso Valentino. È impossibile annoiarsi. Anche se lui è davanti con un margine consistente, alle sue spalle c’è quasi sempre bagarre. Di temi appassionanti per gli sportivi italiani ce ne sono, e parecchi: Rossi sta facendo bene, Iannone sta venendo fuori, Dovizioso sta lavorando con serietà e dedizione e la Ducati sta dimostrando di essere in grado di lottare per il podio».
Cosa ci possiamo aspettare dalla pista di Misano?
«Una gara avvincente, non ci sono dubbi. La Yamaha sta attraversando una fase di grande recupero e il tracciato del “Marco Simoncelli”, caratterizzato da un asfalto meno problematico di quello di Silverstone, le darà una mano ulteriore. Poi, siamo in Italia e ci sarà il valore aggiunto di Valentino, che darà qualcosa in più rispetto a Lorenzo».
A proposito di Rossi, hai già in mente come celebrare una sua eventuale vittoria?
«Penso che il “Dottore” ci abbia fatto un pensierino. Il suo desiderio è infatti quello di battere il record di longevità intercorrente tra la prima e l’ultima vittoria che appartiene a Loris Capirossi. Quando succederà, quando taglierà il traguardo per primo, deciderò in quel momento cosa dire. Penso sia giusto che debba essere l’istinto a guidarmi e a ispirarmi. D’altronde, cos’altro si potrebbe aggiungere su Valentino? Insieme con Giacomo Agostini è la storia del motociclismo. Ancora oggi lavora e corre per puro divertimento. La sua storia è di una dolcezza unica. Ecco, la dolcezza. Dirò qualcosa pensando a questo sentimento».
Veniamo all’eredità di Meda. L’hai mai avvertita come pesante?
«No, anche se la voce di Guido era ormai sinonimo di MotoGp. È sembrato strano anche a me risentirmi mentre commentavo una gara. Siamo diversi, ho il mio modo e lui il suo».
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