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La partita stregata: 15 occasioni da gol, ma vince l’Atalanta

di Enrico Gaviano
La partita stregata: 15 occasioni da gol, ma vince l’Atalanta

La superstizione si affaccia allo stadio: Farias ha la maglia 17 La sconfitta però arriva lo stesso, anche dopo la sua uscita

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CAGLIARI. Dicono che quando Massimo Cellino ha saputo che nel Cagliari ci sarebbe stato il numero 17, quasi ingoiava la sigaretta che si stava accingendo ad accendere. Inevitabilmente la cabala ritorna nello stadio dove, con il presidente dal 1992 al 2014 è stata di casa. A mettere il pesante fardello, questa maglia 17, sempre bandida in precedenza, il neo acquisto Diego Farias. Che sembrava aver spazzato via ogni problema all’esordio in coppa Italia contro il Catania: gol e vittoria per 2-0 confezionata insieme a Marco Sau. Cellino avrà strabuzzato gli occhi ? Possibile. Ieri però quella maledizione numero 17 si è riaffacciata allo stadio. Perché non è possibile spiegare altrimenti la prima sconfitta stagionale. Sfortuna nera, malasorte, dea bendata distratta. Finita la partita, il rumore di sottofondo è l’eco dell’applauso scrosciante del Sant’Elia all’indirizzo dei rossoblù. Mai successo, da tanti anni, che il Cagliari perdesse e fosse applaudito. Perché? Basta scorrere il tabellino oppure ascoltare i discorsi dei tifosi che lasciano lo stadio tutto sommato soddisfatti: il Cagliari ha costruito almeno 15 occasioni da rete, facendo un solo gol, su rigore. Dall’altra parte, invece, l’Atalanta ha fatto due tiri in porta andando sul 2-0. Il terzo tiro, una velenosa puntata deviata da Colombi, è arrivata nel finale, sul punteggio inchiodato in quello che poi sarebbe stato il risultato finale della partita: 2-1.

Ma torniamo al 17 e a Farias. Lui, uno dei giocatori su cui Zeman punta di più , è stato forse l’attaccante più pericoloso della squadra. Nel primo tempo il brasiliano si è visto tre volte in zona tiro, anzi, in un’occasione ha pure segnato ma l’arbitro ha annullato per una netta posizione di fuorigioco di Avelar. Nella ripresa, in avvio, ancora una palla gol ghiotta con un bel triangolo concluso da Ekdal verso Farias che ha tirato bene tronvando ancora il portiere dell’Atalanta, ieri in versione Superman, capace di intercettare. Ah il 17, questo 17. Sarà vero che porta male? Qualcuno fa il gomito, quando Farias esce per far posto a Ibarbo. Ecco, se la partita si rovesciasse, chissà quante risate si farebbe Cellino. E Ibarbo entra in partita di buzzo buono, corre con le sue lunghe leve, una freccia nera che mette in ambasce la robusta difesa atalantina. Tira, passa, cade su un contatto con Sportiello. Rigore? Macchè, l’arbitro Cervellara ammonisce il colombiano. Che qualche minuto dopo ricade in area. Stavolta è rigore. Tira Cossu che firma in maniera impeccabile, spiazzando il portierone atalantino, il primo gol rossoblù in questo campionato al Sant’Elia, il suo undicesimo in serie A. Vuoi vedere che... diavolo di superstizione. Forse ce la facciamo. Ma evidentemente il problema non è il 17. No, semplicemente il destino ha deciso che al Cagliari questa partita doveva andare storta. Chiedete a Dessena, che da due metri ha calciato a botta sicura a una manciata di secondi dalla fine. Il diavolo ci ha messo la coda, e Sportiello le mani., La palla non è entrata, e il Cagliari ha perso.

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