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Zeman si accontenta: «Buona prestazione nonostante tutto»

di Enrico Gaviano
Zeman si accontenta: «Buona prestazione nonostante tutto»

Il tecnico boemo ammette: «Ci siamo complicati la vita Mi è piaciuto quello che ha saputo produrre la squadra»

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CAGLIARI. Il fattore Z, per ora non colpisce. O lo fa solo in parte. Perché il Cagliari costruisce una caterva di occasioni ma non vince. Anzi perde. Zeman parte necessariamente da questo punto per spiegare, nella conferenza stampa del dopo partita, i perché della prima sconfitta stagionale. «Perdere è sempre brutto – dice con la sua solita voce calma e impenetrabile –. Ma sono certamente contento di quello che ha saputo fare la squadra. Abbiamo infatti cercato di fare calcio, per tutti i 95 minuti. Abbiamo creato tanto ma segnato solo una volta. E siamo stati puniti da due errori».

Un Cagliari da rivedere, insomma. E Zeman conferma. «Non siamo riusciti in effetti a fare quello che volevamo. Ma dovendo valutare la prestazione, più che il risultato, a me e spero anche al pubblico, questa partita ha dato comunque diverse soddisfazioni. Certo i loro due gol sono nati da nostre disattenzioni. Diciamo che ci siamo complicati la vita».

Errori della squadra, errori del tecnico? Zeman glissa un po’ ma difende le sue scelte. «Chiaramente errori ce ne sono stati al di là dei due gol subìti – afferma – ma queste sono cose che vedremo insieme alla squadra, nello spogliatoio. Non sono cose da spiattellare in conferenza stampa. Le mie scelte le confermerei tutte. E’ vero che ho 23 giocatori a disposizione, ma penso di aver fatto giocare quelli che dovevano scendere in campo in questa occasione».

Serafico, non si scompone neanche quando gli chiedono se per vedere il Cagliari alzare il ritmo, occorrerà che Conti si metta a correre di più. «Questa è una visione personale – replica al giornalista che gli ha sottoposto il quesito –. In realtà Conti sta facendo la sua parte. Può proporre giocate più rapide se gli inserimenti dei compagni sono più veloci. Dunque non bisogna aspettare che lui corra di più, ma che siano i compagni a entrare meglio negli schemi».

Tante occasioni ma un solo gol. Inevitabilmente l’attacco, apparso per la verità leggerino, è finito sotto accusa. Ma Zeman non ci sente da quest’orecchio. «Non ci sono problemi sotto questo profilo – replica con voce bassa ma ferma –. Attaccanti ne ho sei, sono bravi, tutti. Alla fine del campionato mi auguro che facciano dieci gol. Dobbiamo aspettare con pazienza».

A proposito di attaccanti, c’è in sala stampa chi sostiene che l’inserimento di Ibarbo (subentrato a Farias a mezz’ora dalla fine) è stato tardivo. «Intanto Farias ha fatto buone cose – replica Zeman –. E comunque Ibarbo si stava allenando con noi da appena cinque giorni, dopo un mese di assenza. Dunque ha fatto tanto, ma dobbiamo anche pensare che lo stiamo recuperando».

Zeman spiega anche il cambio Ekdal-Joao Pedro. «Mi serviva più movimento a centrocampo. E in effetti con Joao Pedro il reparto ha avuto una bella svegliata. Peccato che non è riuscito a fare giocate importanti».

Infine il rigore non concesso a Ibarbo al 28’ della ripresa, sul contatto fra il colombiano e il portiere atalantino Sportiello. «Dalla panchina – dice Zeman – è difficile giudicare. A me dalla panchina sembrava rigore e i miei giocatori hanno protestato lungamente. Però, come diceva un mio collega, rigore è quando arbitro fischia. E quel fischio è mancato».

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