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Il baby Chelo cambia maglia ma non perde il vizio del gol

Il baby Chelo cambia maglia ma non perde il vizio del gol

SELARGIUS. Giù la maschera. Michele Chelo, abbondonata la maschera protettiva al naso per il match d’esordio del Selargius tra le mura amiche del Virgilio Porcu, mostra il suo talento, si- glando il...

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SELARGIUS. Giù la maschera. Michele Chelo, abbondonata la maschera protettiva al naso per il match d’esordio del Selargius tra le mura amiche del Virgilio Porcu, mostra il suo talento, si- glando il gol vittoria contro il Fondi. La sua prima esperienza in serie D, dopo le stagioni trascorse prima alla Torres e dopo nel settore giovanile del Cagliari e il girone di ritorno con la maglia del Fertilia, con 10 presenze e 10 reti (2 doppiette e un rigore).

Chelo per lei è una novità questo campionato di Serie D?

«E’ una grande occasione disputarlo, per un giovane come me».

Dopo due giornate, abbiamo capito che niente è scontato?

«Credo che nel calcio non ci sia mai niente di scontato, ma i risultati dimostrano che per adesso per le squadre sarde c’è un po’ di instabilità».

Se nella prima partita, sia il Selargius che il Budoni avevo perso, domenica hanno guadagnato entrambe i tre punti.

«Per noi la vittoria è stata fondamentale. Nell’esordio contro l’Olbia non c’è mancata solo la vittoria, ma a margine di una buona prestazione ci sono mancati i gol che poi por- tano a vincere. Ma ormai la gara con l’Olbia è acqua passata e questo ci ha permesso di concentrarci e essere più cinici sotto porta».

Il Selargius ha un legame con il Budoni, dovuto ai playout di due anni fa e nell’arco degli ultimi tre anni è la squadra più affrontata. Cosa si aspetta da questi avversari?

«Per me non è facile, provengo da una situazione differente, ma credo che la cosa più importante in un girone con cinque formazioni sarde è che tutte riescano il prima possibile a raggiungere gli obbiettivi che si sono prefissati».

Al contrario, l’Olbia e la Nuorese sono tornate a casa a mani vuote dalle trasferte con Viterbese e Sora.

«Questo dimostra che ogni partita ha una storia a se, occorre scendere in campo sempre con la mentalità giusta, non dare niente di acquisito, ma neanche sconfitti in partenza».

Un punto per l’Arzachena, che con lo stesso passo della scorsa settimana riesce però a muovere la classifica.

«Occorre una buona organizzazione e l’Arzachena ha saputo raggiungere il pareggio domenica, a meno di 10 minuti dal termine. Un punto prezioso, l’importante è non perdere».

Per tanti rimarrà Chelo, il giocatore della tripletta alla Juventus. Che tipo di attaccante è?

«E’ rimasta impressa quella tripletta. Per me basta che vin- ca la squadra, poi se sono io a riuscire a buttarla dentro mi fa piacere, la gioa è diversa ma è importante la squadra».

Susanna Musanti

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