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«La Figc diventerà una macchina moderna»

«La Figc diventerà una macchina moderna»

Il nuovo direttore generale Michele Uva assicura: «Seguiremo da vicino le vicissitudini delle Nazionali»

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ROMA. «Il mio obiettivo è quello di efficientare la macchina e farla diventare una macchina moderna, mettiamoci entusiasmo, sorriso e voglia di comunicare tra di noi. Questo è il mio metodo». È il saluto che il nuovo direttore generale della Figc, Michele Uva, ha voluto fare alla stampa in una conferenza stampa informale nella sede Figc di via Allegri. Dopo circa un anno e mezzo come dg del Coni, Uva torna nella Figc dove in passato aveva diretto il Centro Studi: «Ho ringraziato tutti i dirigenti e la Giunta Coni - ha spiegato Uva - un lavoro che ha completato la mia parte professionale, mi mancava la parte pubblica. Ho lavorato in club, federazione e Coni, varie esperienze, ma cerco di portare solo buon senso. Dopo un periodo di assestamento, dobbiamo dividere la parte delle riforme, quelle di natura politica e operative». «Il mio è un ritorno al mondo del calcio, alla Figc - aggiunge -, un incarico importante e per questo approfitto per ringraziare Giancarlo Abete e Antonello Valentini (rispettivamente ex presidente e dg della Figc), dai quali raccogliamo un’eredità importante, oltre che il presidente Tavecchio e il Coni». Priorità alle riforme ma senza dimenticare i risultati sportivi: «È importante iniziare un nuovo percorso che porta alla fine del quadriennio olimpico - chiarisce il dg -, seguiremo da vicino le vicissitudini delle Nazionali, non solo la maggiore ma l’Under 21, sulla quale concentrerò le mie forze in vista delle qualificazioni alle Olimpiadi. Abbiamo saltato Londra, cercheremo di non saltare quelle del Brasile«. Tra le partite più importanti, a breve le comunicazioni della Uefa sulle sedi dell’Europeo itinerante del 2020: «Devo ringraziare Albertini e il suo staff per il dossier ben giudicato dalla Uefa - spiega ancora Uva -. Ci sono però anche le valutazioni politiche e quelle le ho vissute sulla mia pelle a Euro 2016. Ma siamo una delle più grandi federazioni al mondo e sarebbe importante che Roma entrasse nell’Europeo». Un ruolo, quello del dg, che potrebbe diventare di raccordo tra le varie componenti, anche se Uva precisa: «Se farò da paciere tra componenti federali? Quelli sono organi politici e le valutazioni spettano al presidente e al consiglio, ma venendo dal calcio ho contatti con tutte le componenti dei club e, se potrò, farò».

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