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Leone e Mastro Angiulin si dividono il Re di Tavolara

Leone e Mastro Angiulin si dividono il Re di Tavolara

OLBIA. E' stata disputata nelle acque davanti all'isola che da il nome all'evento, la dodicesima edizione del Trofeo Re di Tavolara, manifestazione riservata alle vele latine. Solo sette - a causa...

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OLBIA. E' stata disputata nelle acque davanti all'isola che da il nome all'evento, la dodicesima edizione del Trofeo Re di Tavolara, manifestazione riservata alle vele latine. Solo sette - a causa del tempo incerto - le barche partecipanti. Nell'ordine Laviniamia, dell'Associazione Vela Latina Olbia, Leone di Gallura di Leo Rossi, Nakuda di Stefano Folino, Terranoa di Nardino Fois, Mastro d'Ascia Angiulin di Enzo Dongu, Salvatore Padre di Angelo Dettori e Vermentino di Enzo Barretta, ribattezzate per l'occasione “le magnifiche sette”. Una partecipazione ridotta a causa delle condizione atmosferiche che hanno ha impedito ad alcune barche maddalenine di affrontare il tragitto dall'arcipelago ad Olbia.

Gli organizzatori dell'Associazione Vela Latina Olbia sono comunque soddisfatti per la buona riuscita della veleggiata e per lo spirito con cui partecipanti e appassionati hanno vissuto l'evento. La veleggiata è stata corsa in tempo reale ed è stato adottato, per la prima volta al “Re di Tavolara”, il sistema delle sfide tra singoli concorrenti. Due i trofei assegnati, il Trofeo della Saurra, conquistato dal Leone di Gallura e destinato al primo a doppiare la boa di percorso, e il “Re di Tavolara”, che sarebbe dovuto andare al primo sul traguardo, e cioè sempre il Leone di Leo Rossi, ma è stato invece assegnato ai maddalenini di Mastro d'Ascia Angiulin, secondo sul traguardo. Un gesto di sportività e condivisione nello spirito della manifestazione. Che ha poi avuto un seguito conviviale a terra, con la cerimonia di premiazione officiata dal monarca dell'isola Tonino Bertoleoni, seguita da un autentico banchetto a base delle immancabili cozze del golfo di Olbia, di una succulenta “alveghe a stizzadura” e del gettonatissimo “pane a fittas”, più altre leccornie e qualche buon bicchiere.

La serata si è conclusa con la musica dal vivo di Antonello Mandarino.

Antonio Mannu

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