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Zeman: «Non è ancora il mio Cagliari»

di Roberto Muretto
Zeman: «Non è ancora il mio Cagliari»

Il tecnico attribuisce alla mancanza di personalità la sconfitta con la Roma: «Sappiamo fare meglio»

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CAGLIARI. «Questa squadra da anni è abituata a giocare per salvarsi e in trasferta pensa prima a non prenderle. Ci vuole tempo perchè cambi mentalità». La riflessione e di Zdenek Zeman. Il tecnico del Cagliari pretende dai suoi un calcio propositivo a prescindere dall’avversario che hanno di fronte. «Domenica siamo stati a guardare - aggiunge il tecnico rossoblù - non è questo che voglio. Abbiamo avuto un timore eccessivo della Roma, avrei voluto vedere maggiore aggressività da parte nostra».

Zeman riflette su una partita dalla quale sono arrivate solo indicazioni negative. Dove i suoi concetti calcistici non hanno trovato spazio. «Peccato aver giocato così - la sua considerazione - perchè questa squadra può esprimersi in modo migliore. Dobbiamo ancora acquisire la mentalità giusta e toglierci di dosso la paura. Non è una questione di singoli, perchè i valori ci sono: i ragazzi devono soltanto credere nei propri mezzi. I risultati si ottengono con le prestazioni e se giochi bene puoi vincere con chiunque».

Un messaggio chiaro ai giocatori, chiamati a riscattarsi domani contro il Torino, sfida tra ultime in classifica. «Questi discorsi adesso non hanno senso - la replica di Zeman -, siamo solo alla terza giornata e ci sono trentacinque gare da disputare. Il Cagliari deve entrare nell’ordine di idee che sia in casa che in trasferta deve giocare allo stesso modo. Io credo molto nel progetto e sono sicuro che i margini di crescita sono notevoli. I risultati aiutano a crescere, se non arrivano ti deprimi. Ma siamo solo all’inizio, la strada da percorrere è tantissima. Spetta a noi fare in modo che l’entusiasmo dei tifosi resti tale».

Il “condottiero” del Cagliari ha un carattere di ferro. Forse è troppo rigido nell’applicare le sue idee. Ma è sempre stato così e non può cambiare a 67 anni. «Quando faccio delle scelte - spiega - è perchè sono convinto che siano le migliori. Con me nessuno ha il posto assicurato, i ragazzi lo sanno benissimo. A Roma è mancato il collettivo, non i singoli. Ci siamo spaventati e non abbiamo prodotto il nostro gioco. Spero che la lezione sia servita».

L’Olimpico non si è dimenticato di lui, anche se i fischi sono stati di più degli applausi. «Il pubblico in quello stadio si fa sentire. I tifosi sono appassionati, hanno voglia di vincere. Quest’anno può essere l’anno giusto. Ci sono i presupposti per fare bene».

Domani arriva il Torino dell’ex Giampiero Ventura che non se la passa bene. Ha un solo punto in classifica e come i rossoblù ha subito due sconfitte di fila. «Dobbiamo cambiare marcia e tornare a fare ciò che sappiamo - sottolinea Zdenek Zeman -. Questa è una gara che ci può dare molto e rappresentare la svolta della nostra stagione. Ma perchè questo accada, è necessario che torniamo ad esprimerci come a tratti abbiamo fatto con l’Atalanta e il Sassuolo». Zeman lo sa, non battere il Toro aprirebbe il capitolo chiamato crisi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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