Calangianus in crisi, tira aria brutta per mister e giocatori
Tifosi scontenti, un vertice fra la dirigenza e l’allenatore Tutti sotto esame, saranno decisive le prossime partite
CALANGIANUS. Peggior inizio di campionato non poteva esserci per i giallorossi. Gli sportivi, uscendo domenica dal Signora Chiara, quasi non ci credevano. Mai registrato un avvio così negativo.
Sembrava tutto sereno. Preparazione iniziata con tempo, squadra con alcune pedine fondamentali, ma il campo ha detto che forse non sono sufficienti come si ipotizzava. Domenica con il Ghilarza si è toccato il fondo.
«Non riconosciamo la nostra squadra. Se al Calangianus manca grinta e decisione e poi non ci si adatta in campo alle attuali forze della rosa, beh, il futuro dei giallorossi è segnato. Tante premesse positive e tanti bei propositi si sono già dissolti. Non possiamo accettare che si continui di questo passo»: questo è il commento generale dei tifosi che lasciano il Signora Chiara dopo la brutta batosta d’arresto con il modesto Ghilarza. «Figurarsi allora cos’è il Calangianus!» dice un altro.
Nicola Sassu, Ugo Molinas, due ex dirgenti che però ancora oggi, seppur defilati, seguono la squadra, concordano nella disanima. Gasperino Arcamone, ex di tante battaglie in campo, è in sintonia con loro; ma tutti e tre sostengono che occorre recuperare una precisa identità ed iniziare a lottare palla su palla.
Lunedì sera al Signora Chiara c’è stato un incontro fra i quattro dirigenti e mister Renato Marini. Niente trapela ma è facile intuire che i dirigenti hanno chiesto conto al mister delle scelte fatte, dell’atteggiamento della squadra in campo, dei gol subiti su tiro da fermo, del giocare senza nerbo e convinzione, di scelte tattiche che alla resa dei risultati sono da rivedere del tutto.
Oggi ci sarà un incontro fra il presidente Uscidda e soci con i tifosi che non fanno mancare il loro sostegno alla squadra e che sono delusi di alcune scelte effettuate dai dirigenti e dal tecnico.
Sotto esame anche il comportamento di chi domenica sera dopo alcune ore della gara non ha avuto comportamenti in sintonia con la vita di atleta.
Insomma normale che sotto processo finiscano tanti, mister Marini compreso, dopo un simile fallimentare inizio.
Ora dirigenti e tifosi eccellenti si vogliono mettere a lavoro per tirarsi fuori da una situazione che rischia di essere compromettente per la permanenza in Eccellenza. Tanti anni di sacrifici per mantenere la categoria non possono essere vanificati da un atteggiamento remissivo di chi va in campo.
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