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Ai Mondiali di ciclismo è il giorno di Fabio Aru

In Spagna si assegna il titolo iridato su un circuito impegnativo di 254 chilometri Gli azzurri fanno quadrato attorno al vincitore del Tour de France Vincenzo Nibali

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PONFERRADA. Una prova dura, di 254 chilometri, che sulla carta dovrebbe favorire gli attaccanti di professione ma che potrebbe anche risolversi in una volata tra chi riesce comunque a tenere in salita. Oggi i Mondiali di ciclismo si concludono con corre la prova in linea uomini elite, quella dedicata ai grandi campioni, che non vedrà al via uno degli idoli di casa, quell’Alberto Contador fresco del trionfo alla Vuelta a Espana che ha dato forfait tra le polemiche, non ritenendosi adatto al tracciato. Ci sarà al via, per la prima volta, anche un sardo: Fabio Aru ha strappato la convocazione al ct Cassani con le grandi prestazioni al Giro e alla Vuelta ed è a disposizione del capitano azzurro Vincenzo Nibali, suo compagno di squadra nell’Astana e vincitore del Tour de France.

Ieri l’Italia ha raccolto due quarti posti: nella prova femminile con Giorgia Bronzini e in quella juniores maschile con Edoardo Affini. Oggi ultima chance con la squadra guidata da Davide Cassani, in una prova dove come sempre non mancano i favoriti della vigilia, tra cui gli iberici Joaquin Rodriguez e Alejandro Valverde, secondo e terzo lo scorso anno a Firenze alle spalle del portoghese Alberto Rui Costa, che farà ovviamente di tutto per non perdere l’iride. Da non trascurare altri uomini adatti al colpaccio come il polacco Michal Kwiatkowski, il belga Greg Van Avermaet ed il francese Sylvain Chavanel. Oltre ad atleti dal colpo di reni non indifferente come lo slovacco Peter Sagan, reduce da una stagione non certo esaltante, il belga Tom Boonen, che a Madrid 2005 si impose nell’ultimo mondiale svoltosi in Spagna, il norvegese Alexander Kristoff ed il francese Nacer Bouhanni. Oscar Freire, tre volte iridato, ha tre nomi su cui pone la sua attenzione: «Il tedesco John Degenkolb e gli australiani Michael Matthews e Simon Gerrans, tre esperti della volata quando la strada sale. Ci sono poi corridori che potrebbero provare l’assolo nella salita finale, come il belga Philippe Gilbert e lo svizzero Fabian Cancellara».

E l’Italbici? Innanzitutto, ci sarà il battesimo del fuoco per il neo ct Davide Cassani, che ha costruito la squadra attorno a Vincenzo Nibali, il siciliano che ha saputo dominare il Tour de France ma si è avvicinato all’appuntamento senza promettere mari e monti. Nel frattempo, sono salite le quotazioni di Sonny Colbrelli, vincitore del Memorial Pantani e del Gp Prato, oltre che di Daniele Bennati, uno di quei velocisti che sa come affrontare una ‘cote’. La squadra azzurra è comunque ben equilibrata e potrà contare anche su Damiamo Caruso, Giampaolo Caruso, Alessandro De Marchi, Manuel Quinziato e Giovanni Visconti, tutti uomini in grado di poter fare la corsa.

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