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«Dobbiamo crescere in zona gol Siamo ultimi ma non siamo scarsi»

CAGLIARI. In casa Cagliari l’aria vibra in modo speciale. Ad Asseminello si respira l’atmosfera che può dare la scintilla giusta. Ma Zdenek Zeman non molla. Il tecnico torna sulle frecciate andate in...

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CAGLIARI. In casa Cagliari l’aria vibra in modo speciale. Ad Asseminello si respira l’atmosfera che può dare la scintilla giusta. Ma Zdenek Zeman non molla. Il tecnico torna sulle frecciate andate in onda nel dopo Torino. «Al Cagliari non manca niente. Sono cose false quelle che leggo e sento. Sono contento della mia squadra e non dei risultati». Il boemo, alla vigilia del match con l’Inter, entra sul tema con un filo di stizza. Intanto, porta a Milano 20 convocati: non c’è Daniele Conti, impossibilitato a recuperare dalla botta alla coscia destra beccata con il Torino. A casa anche Colombi (problemi all’anca). Il tecnico sta sul pezzo: «Per me la squadra può giocare, è vero che abbiamo perso due partite in casa che non erano da perdere. L’Inter? A San Siro sono andato sempre volentieri a giocarmi la partita. Cercheremo di creargli dei problemi anche se rispettiamo una squadra che punta allo scudetto».

Arriva anche l’sms per il presidente, che in settimana aveva rassicurato l’allenatore: «Sono tranquillo, non devo rassicurare nessuno. Giulini? Non lo posso far giocare, non ci può aiutare». Si torna sugli errori: «Ho problemi nella fase offensiva. Noi giochiamo, solo con la Roma non l’abbiamo fatto. Con Atalanta e Torino abbiamo creato palle gol. Ma se non buttiamo dentro è difficile vincere. E vi chiedo: quanti gol hanno fatto Ibarbo, Cossu e Sau l’anno scorso? Ecco, sotto porta dobbiamo imparare». Si torna sulle due sconfitte in casa: «Se Conti o Rossettini avessero segnato con Atalanta e Torino, oggi ragioneremmo diversamente. E se il portiere fa due parate sono contento della mia difesa. Certo, c’è sempre in ballo quel briciolo di fortuna che va da una parte o dall’altra».

Zeman promuove Avelar («Non sta soffrendo affatto») e Crisetig («Ha giocato in mezzo per l’intera preparazione»), boccia l’ipotesi del tandem Sau-Longo: «Marco a Foggia ha fatto anche l’esterno ma non è il suo ruolo». Infine, altra chance e tempo per ambientarsi a Joao Pedro: »Deve inserirsi, ha qualità però è da poco con noi, vuole fare tutto subito ma è difficile». Inevitabile il quesito su Ibarbo. Il colombiano, croce e delizia dei tifosi, scalda il tecnico: «Può essere molto pericoloso ma non può aspettare la palla sui piedi. Deve cambiare mentalità ma ci vuole tempo: col Torino l’ho visto fare sessanta metri palla al piede con due avversari al fianco, non serve a molto».

Mario Frongia

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