Alla Torres bastano 9’ per volare
Una doppietta di Maiorino condanna il Pordenone e rilancia i sassaresi in classifica
SASSARI. Nove minuti e qualche secondo per dare un calcio ai fantasmi di Salò e ricordare al mondo - almeno a quello della serie C - che la Torres esiste e non ha intenzione di rinunciare ai sogni. Il Pordenone si è dovuto inchinare a un Maiorino in versione Messi e a una squadra che ha subito messo in discesa la partita e l’ha poi amministrata, senza troppe difficoltà, fino al novantesimo.
Squadra che vince... Costantino si è affidato al modulo che sta utilizzando dall’inizio della stagione, con Balistreri unica punta, tre centrocampisti e due mediani e ha cambiato pochissimo rispetto alla squadra mandata in campo domenica scorsa. In porta si è sistemato Testa con Cafiero e Ligorio esterni e il tandem Marchetti-Migliaccio al centro della difesa. In mediana hanno giocato Giuffrida e Pizza mentre Lisai ha ritrovato la maglia da titolare e si è sistemato a destra, Maiorino a sinistra e Foglia alle spalle di Balistreri. Il Pordenone (con il nuovo allenatore Luciano Foschi in tribuna) ha risposto con un 4-3-3 spregiudicato e, per come si è messa la gara, suicida.
Subito gol. Alla prima azione i rossoblù sono passati. Lisai ha lasciato sul posto Possenti e ha rimesso al centro un pallone sul quale si avventato Maiorino. Il portiere è rimasto immobile e la palla è andata a gonfiare la rete sotto gli occhi dei tifosi della curva Nord. Una festa replicata dopo una manciata di minuti. Ancora Maiorino, lanciato lungo da Ligorio, ha addomesticato il pallone, ha perso per strada Peccarisi (giocatore recuperato all’ultimo momento, ma in precarie condizioni di forma) e ha non lasciato scampo a Maniero. Un gran bel gol e un gran bel modo per mettere in chiaro come vanno (e come dovrebbero andare sempre) le cose al Vanni Sanna.
80’ di accademia. Sul 2-0 la Torres ha lasciato il pallino del gioco nelle mani dei friulani e si è limitata a colpire di rimessa utilizzano, finalmente, le ali e creando spazi per gli inserimenti dei centrocampisti (soprattutto Foglia). Il Pordenone non è mai riuscito a rendersi pericoloso anche se Testa è intervenuto un paio di volte su conclusioni dalla distanza di Bacher e di Placido.
Nella ripresa gli ospiti hanno provato a dar più peso all’attacco gettando nella mischia Buratto e Zubin, ma la Migliaccio e compagni sono stati attenti a chiudere tutti i varchi nella trequarti rossoblù. Nel finale Costantino ha dato spazio a Baraye, Santaniello e Imparato e la gara è scivolata via fino al 90’ senza troppi sussulti. Il Pordenone si è fatto vivo dalle parti di Testa al 76’, ma il portiere ha scelto bene il tempo per l’uscita, e la Torres ha provato ad arrotondare il punteggio con un contropiede di Balistreri, fermato all’ultimo momento da Ghinassi, e con un tiraccio da lontano di Baraye.
Classifica e futuro. Giustificata, a fine gara, l’esultanza dell’allenatore rossoblù e dei suoi ragazzi perchè i tre punti di ieri non solo cancellano il passo falso di sette giorni fa ma rilanciano i sassaresi nella parti alte della classifica. A quota 10 la Torres è ad appena tre lunghezze dalla capolista Bassano e ha in mano il jolly perchè sabato tornerà in campo, ancora al Vanni Sanna, per la sfida che può valere il primato. Avversario dei rossoblù il Novara, formazione in salute, ma non irresistibile.
Ultimo dettaglio. La vittoria di ieri ha stemperato anche le polemiche che hanno avvelenato questo fine settimana. Il presidente Capitani si è lamentato per una burocrazia che, a suo dire, sta rendendo difficile gestire la società e il sindaco gli ha ricordato gli impegni e le spese sostenute dall’amministrazione comunale, pretendendo le scuse. Ieri Capitani non era allo stadio ma i due si sono scambiati gli auguri, anche se a distanza, perchè la vittoria della Torres è una vittoria di tutti.
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