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Azzurri evanescenti un polacco conquista la maglia iridata

Azzurri evanescenti un polacco conquista la maglia iridata

Ciclismo, Michal Kwiatkowski primo sul traguardo mondiale A Ponferrada,in Spagna, Fabio Aru non va oltre il 34° posto

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ROMA. Ha dovuto attendere 81 edizioni, la Polonia, per conquistare il primo titolo mondiale dei professionisti su strada. Il successo è arrivato in un pomeriggio umido, a Ponferrada, località della provincia di Leon, nota per il Camino di Santiago de Compostela. È stato Michal Kwiatkowski, che corre con la Omega Pharma-Quick Step, a indossare la prima maglia iridata polacca. Il 24enne è stato bravo ad anticipare la discesa, attaccando subito e agganciandosi a un gruppetto di quattro fuggitivi, che comprendeva l’azzurro Alessandro De Marchi.

Non è stato un pomeriggio particolarmente felice per il ciclismo italiano, all’asciutto di titoli prof. dal 2008 (Varese): inutilmente gli uomini a disposizione di Davide Cassani, all’esordio da ct dopo il quadriennio di Bettini, sono andati all’assalto, ravvivando la corsa e creando il ’caos organizzatò, che aveva chiesto il selezionatore. Il 13° di Sonny Colbrelli conferma la scarsa concretezza di una squadra che avrebbe sicuramente meritato ben altra sorte: per come ha dato battaglia, per la determinazione mostrata, più per l’interpretazione della gara. Solo 34° Fabio Aru, a 17” dal vincitore.

Kwiatkowski ha vinto con merito, capitalizzando il lavoro svolto dalla “sua” squadra fin dai primi chilometri, per ricucire uno strappo profondo fra quattro corridori fuggiti intorno alle 10,25 e rimasti in avanscoperta per circa quattro ore. L’ucraino Polivoda, il croato Kvasina, il lituano Savickas e il colombiano Quintero hanno avuto un vantaggio di 15’ e lo hanno dilapidato sotto la spinta di un gruppo che ha cominciato a ravvivarsi, e riavvicinarsi, al 10° dei 14 giri di un tracciato lungo 254,8 km. È stato a quel punto che Bennati, De Marchi e Damiano Caruso hanno preso in mano il comando delle operazioni, mentre Vincenzo Nibali è rimasto nelle retrovie, dopo essersi preso un bello spavento per una scivolata poco dopo il 4° passaggio, nei pressi del castello dei Templari. Il messinese ha battuto il fianco sinistro, lo stesso che negli ultimi giorni gli ha creato dei problemi, in seguito a un’altra caduta. Forse questo episodio ha condizionato la sua gara, limitandone il rendimento. O forse no. Fatto sta che la prova di ieri era tutt’altro che adatta alla sue caratteristiche. Il vincitore del Tour, alla fine, si è piazzato 40°. L’azione di Kwiatkowski si è concretizzata quando mancavano circa 7 km a traguardo. È stato allora che il polacco si è portato sui quattro che lo precedevano: oltre a De Marchi, il francese Gautier, Andersen e Kiryienka. Kwiatkowski, a pochi metri dal traguardo, quasi non credeva ai proprio occhi, mentre l’australiano Simon Gerrans e lo spagnolo Alejandro Valverde si davano battaglia, nella speranza di rubargli gli ultimi metri. Per lo spagnolo della Movistar, il Mondiale rappresenta una specie di maledizione: per lui due argenti e quattro bronzi. Nessun titolo. Gli altri favoriti si sono accontentati di piazzamenti: 9° Degenkolb, 10° Bouhanni e 11° Cancellara. Il giovane e temibile Matthews si è piazzato quattordicesimo.

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