Padroni di casa a testa alta ma il derby è dell’Arbus
GUSPINI. Il copione come ogni derby che si rispetti era già scritto: palpitante e validissimo sotto il profilo agonistico, per niente noioso sotto quello tecnico rigorosamente certificato dai...
GUSPINI. Il copione come ogni derby che si rispetti era già scritto: palpitante e validissimo sotto il profilo agonistico, per niente noioso sotto quello tecnico rigorosamente certificato dai continui rovesciamenti di fronte, da tre gol e dalle numerose occasioni fallite per un soffio. In campo si gioca col coltello tra i denti, sugli spalti riemergono all’insegna però della massima sportività gli antichi sfottò di un tempo.
L’ Arbus gioca a tratti bene e a tratti col cuore, soffre moltissimo sopratutto nel finale quando Tomasi e company sbagliano ripetutamente facili palle gol ma sostanzialmente merita di portare a casa i tre punti. Il Guspini che è mancato in continuità esce però dal Comunale a testa alta e un pari non avrebbe fatto gridare allo scandalo. Al 10’ Mingoia apre le ostilità con un rasoterra chirurgico dal limite che non lascia scampo a Manca. Flebile la reazione dei padroni di casa che comunque trovano difficoltà nel superare il bunker difensivo eretto da Incani, Pisano e Costorella. Mingoia ci prova ancora al 13’ e 17’, Pusceddu al 32’. Le ostilità riprendono manco a dirlo nella ripresa. Saruis ci prova al 13’, Tomasi al 14’ e Incani, davvero vicino al gol, al 21’. Pochi minuti e il Guspini trova il pari in mischia con l’ex Busanca. Gli ultimi 20’ sembrano scritti da Hitchock : prima Urru insacca con un preciso diagonale il gol partita poi Tomasi, oggi con le polveri bagnate, generoso ma impreciso non riesce a concretizzare ghiottissime palle-gol.
Gianni Vacca
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