A Bergamo vietano la maglia di Tevez
Bimbo di sei anni bloccato all’ingresso dello stadio: Malagò: «Non è accettabile»
ROMA. «Non mi sembra affatto normale, è assolutamente una cosa non accettabile». Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha commentato il caso del bambino di sei anni che in occasione della partita Atalanta-Juventus di sabato scorso, nonostante fosse accompagnato dai genitori, è stato obbligato a coprire la maglietta dello juventino Tevez per ragioni di sicurezza. «Lo hanno obbligato a coprirsi - rileva il numero uno dello sport italiano –. E’ esattamente quello che non si deve fare. Non mi va di essere ipocrita, paradossalmente se un bambino si presenta da solo e va in una curva dove ci sono tutti gli altri forse è anche giusto che uno gli consigli che forse non è il caso. Ma il bambino mi sembra che stesse con altre sei persone tra cui gli adulti e due avevano la maglietta dell'Atalanta».
Malagò è anche tornato sulla squalifica a sedici mesi che gli ha inflitto la Federnuoto per aver violato i principi di lealtà e correttezza ed aver espresso in Giunta Coni giudizi ritenuti lesivi in merito alla stessa Federnuoto. In numero 1 del Coni ha ribadito che farà tutti i passi formali necessari compreso il ricorso contro la sentenza.
Molto duro Paolo Barelli: «Io non commento quelle che sono state le valutazioni di un organo di giustizia. Ha detto il presidente della Fin. «Non voglio dare giudizi se non dire che il mondo del nuoto, fatto di un milione di tesserati, nel suo complesso è molto colpito dalla vicenda e vuole andare a fondo per avere chiarezza esterna di quello che è già chiaro all’interno. Credo che le decisioni degli organi di giustizia vadano rispettate». Barelli, a questo punto si aspetta che Malagò «Tragga le consegueneze della sentenza».
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