L’ennesima ripartenza dell’Acea Roma
Budget ridotto e tanti rookie per la squadra che negli ultimi due anni è stata comunque una protagonista dei playoff
SASSARI. L’Acea Roma comincia l’ennesima stagione con la condanna di inseguire i fasti del passato e, contemporaneamente, ricominciare tutto da zero rispertto alla stagione precedente. I tempi di Larry Wright, Gilardi e Polesello sono ormai lontanissimi ma quella fiammata degli anni Ottanta continua a restare un grande momento per il basket italiano e contemporaneamente un incubo per i successori di quei campioni. La Virtus Roma sta vivendo stagioni altalenanti, nell’ultimo periodo ha perso la licenza dell’Eurolega, ha rischiato più volte di sparire, ha rialzato la testa grazie anche al suo profeta Gigi Datome che nel 2012 l’ha condotta in finale scudetto. L’anno scorso è stata egualmente semifinale, ma nella capitale la passione per la palla a spicchi non si accende. Anche quest’anno si era parlato di un trasferimento al PalaLottomatica per rilanciare immagine e ambizioni, il patron Totti aveva posto come base di partenza il raddoppio degli abbonamenti rispetto ai 1.200 dell’anno scorso: finora sono stati poco meno di mille.
La squadra, affidata a un coach come Luca Dalmonte che resta una garanzia di serietà e risultati, è stata nuovamente ridisegnata e parte all’insegna della gioventù, scelta obbligata da un budget piuttosto limitato. Sono andati via praticamente tutti i protagonisti dello scorso anno (Goss, Mayo, Hosley, Mbakwe, anche il tiratore Baron), sono rimasti solo capitano Lorenzo D’Ercole e l’americano Bobby Jones. Per rinforzare il reparto guardie è arrivato il croato Rok Stipcevic, già visto in Italia a Milano e Varese, che affiancherà Brandon Triche, l’ex pistoiede Kyle Gibson e D’Ercole. Sotto canestro ci sono delle vere e proprie scommesse, con lunghi molto atletici ma tecnicamente ancora da costruire: il rookie Jordan Morgan e il belga Maxime De Zeeuw, miglior giocatore del campionato belga lo scorso anno. Rookie anche l’ala nigeriana Melvin Ejim. Alla fine viene fuori una squadra molto dotata atleticamente ma ancora tutta da costruire, soprattutto per la poca esperienza di alcuni uomini chiave. Alla vigilia della stagione ripetere i risultati degli ultimi due anni sembra un’utopia e i vari ranking la vedono galleggiare tra la salvezza e i playoff. Il precampionato non è stato certo scintillante, con quattro vittorie e sei sconfitte e il coach Dalmonte ha puntato spesos l’indice sulla difesa e un’organizzazione di ed esecuzione di gioco ancora tutta da costruire.
Per il Banco sembrerebbe anche un’avversaria più comoda rispetto a Brindisi, ma in questa fase della stagione la condizione e le qualità atletiche possono contare più del previsto.(r.s.)
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