C’è Juve-Roma, tutti col fiato sospeso
Serie A, di fronte le due leader. I torinesi vengono dalla delusione di Madrid, i giallorossi dal bel pareggio di Manchester
TORINO. Ce la vedete, voi, la Roma nelle vesti dell’Atletico Madrid, arroccata in difesa, in attesa di fregare i bianconeri? Noi no. E può la Juve giocar male come ha fatto al “Vicente Calderon”, sì da apparire una mediocre squadretta di italianuzzi tutti in difesa e incapaci di fare un solo tiro nello specchio della porta? Non crediamo. Ci piace immaginare la sfida di Torino in programma oggi tra le due leader a punteggio pieno della serie A come una bella partita fra squadre mature in grado di dare spettacolo, come erano considerate appena una settimana fa. Ma a volte la realtà supera la fantasia...
Psicologicamente sta meglio la Roma, dopo i risultati di Coppa, ma fisicamente la Juve ha qualche problema in meno. Inoltre i bianconeri, secondo le statistiche, non sbagliano due partite di seguito. In una sfida troppo lontana dal traguardo per essere considerata decisiva, molto – non certo tutto – ruoterà attorno ai nomi di Totti, l’eroe di Manchester e della storia giallorossa, e Pirlo, il cervello del gioco juventino il cui rilancio dall’inizio è escluso, non avendo giocato ancora una partita “importante”, che ne certifichi il pieno recupero.
«La Roma non è solo Totti. Dobbiamo limitare i loro attaccanti e cercare di mettere in difficoltà la loro difesa che è molto forte» dice lo juventino Chiellini. La Juve recupera Caceres (favorito su Ogbonna in difesa) e Morata, con Pirlo che torna tra i convocati ma partirà dalla panchina: «È un mese e mezzo che non gioca, non ha minutaggio nelle gambe», spiega l’allenatore Massimiliano Allegri. Il tecnico bianonero dovrebbe affidarsi ancora al 3-5-2 di Madrid; unico cambio Asamoah per Evra. «Con l'Atletico Vidal non ha gocato da Vidal e lo sa anche lui; solo giocando può migliorare le prestazioni» dice il tecnico livornese. Il cileno dovrebbe quindi partire titolare, ma non è da escludere l'opzione Pereyra.
Rudi Garcia non cambia e per lo scontro diretto manda in campo la stessa Roma uscita a testa alta dall’Etihad di Manchester. Unico dubbio nel 4-3-3 dei lupi il rientro dal primo minuto di Iturbe che contro gli inglesi era rientrato solo per qualche minuto finale. Per il resto sarà ancora la difesa vista a Manchester con il giovane Skorupski in porta (visto il problema al gluteo di De Sanctis) e la coppia di centrali composta da Manolas e Yamga-Mbiwa con Cole e Maicon a fare gli esterni. Confermato il centrocampo così come l’attacco con Florenzi a destra e Iturbe che dovrebbe entrare a partita in corso.
Da quando la Juve è tornata in A (dopo l’anno di purgatorio in B) le due squadre si sono affrontate 14 volte, la Roma ha vinto due volte (sempre in casa); i pareggi sono stati tre (uno a Torino); le vittorie bianconere nove (tre nella Capitale). Fischierà Rocchi che non ha mai “arbitrato” un pareggio fra Juve e Roma. Potrebbe approfittare del risultato della sfida al vertice l’Udinese, che giocherà in casa con quel Cesena che ha reso la vita difficile al Milan. Il suo condottiero Stramaccioni tenterà di avvicinarsi o di affiancare la perdente di Torino. Alla fine la vera vincitrice dello scontro di Torino potrebbe essere la sua squadra.
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