Longo e Farias, è giusto aspettarsi molto di più
I due attaccanti, entrati a metà ripresa al “Bentegodi”, non hanno dato il contributo che ci si aspettava
CAGLIARI. Jankovic e Hallfredsson da una parte, Longo e Farias dall’altra. Un bel pezzo di Verona-Cagliari si decide ai cambi. La nouvelle vague rossoblù non trova l’attimo. I rinforzi chiamati da Mandorlini nella fase cruciale di una gara che si avviava allo 0-0 con recriminazioni da entrambe le parti, fanno centro. Anche dalle pagelle dei quotidiani nazionali si va in questa direzione. Longo, 22 anni, si ritrova di fronte un marcantonio come Rafa Marquez: venti titoli in carriera, incluse due Champions e Coppa del mondo per club con il Barcellona (164 gare e 9 reti), scudetti ovunque, due mondiali e fascia da capitano del Messico. La partita è in salita. L’ex Rayo non trova la palla e la porta. La Gazzetta gli dà 5. Repubblica 5,5. Ma sarebbe assurdo trovare responsabilità dirette.
«Io penso da squadra e non da singolo». ripete Zeman. Longo ha qualità e tecnica, avrà modi e tempi per rifarsi. Tra l’altro, il gol arriva da un jolly a cento all’ora scoccato da Tachtsidis nel recupero. Una beffa. Anche perché la firma proprio il greco, pupillo del boemo, chiamato alla Roma e piazzato in campo al posto di sua maestà De Rossi. Un gol che punisce oltremodo il Cagliari dei giovani.
Ma si diceva dei cambi. Anche Farias non trova i tempi e i guizzi decisivi. Zeman gli chiede anche di tenere palla lontano dall’area rossoblù. Ci riesce poco. I voti? 5 dalla Gazzetta, senza voto da Repubblica. Indicazioni e nulla più. Mentre per il Verona c’è Jankovic. Traversa con stecca da 25 metri e palla gol millimetrica per la testa di Toni. Ma, soprattutto, linfa ed energia nel cuore del campo. Dove, per la fatica e una gran gara, comincia a calare Crisetig, perde in lucidità Ekdal, si affievolisce il ritmo di Dessena.
E siamo al secondo innesto di Mandorlini. Accortosi degli spazi centrali, il tecnico mette Hallfredsson. A giugno è stato anche nel mirino del Cagliari. La mezzala islandese è al rientro. Mette legna al fuoco. Con Jankovic condisce pian piano la superiorità finale dei veneti. La quarta sconfitta in sei gare (quattro in trasferta), matura anche su queste frequenze. Cibo da metabolizzare per affinare il progetto zemaniano. Con una certezza: serve pazienza.
Mario Frongia
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