«Non meritiamo le critiche e la classifica migliorerà»
VERONA. Magari nel chiuso dello spogliatoio alza la voce. Ma davanti a taccuini e telecamere non butta mai la croce addosso ai propri giocatori. Zdenek Zeman va avanti per la sua strada. La filosofia...
VERONA. Magari nel chiuso dello spogliatoio alza la voce. Ma davanti a taccuini e telecamere non butta mai la croce addosso ai propri giocatori. Zdenek Zeman va avanti per la sua strada. La filosofia non cambia.
«Il problema è sempre lo stesso - spiega -: si è portati a giudicare in base al risultato. Non si guarda mai la partita nel suo insieme. Io, invece, analizzo così le gare e a Verona ho visto un primo tempo giocato molto bene dalla mia squadra. Poi ci sono stati degli errori e li abbiamo pagati».
Un concetto che può essere condiviso. Ma è un dato inconfutabile che i rossoblù non concretizzano nemmeno il 10 per cento delle occasioni che costruiscono.
«Perchè sono giocatori che non sono abituati a fare tanti gol. Devono avere più convinzione nei propri mezzi, devono entrare nell’ottica che solo provandoci con insistenza si sbloccheranno. Se avessimo segnato la metà delle opportunità avute nel primo tempo, credo che ora saremo qui a parlare di un’altra nostra impresa».
L’allenatore del Cagliari è convinto che i conti si faranno alla fine. «La squadra non solo è in grado di fare sul campo quello che chiedo - sottolinea con il solito sorriso sornione - ma lo sta già facendo. Siamo stati criticati per le sconfitte col Torino e l’Atalanta, eppure se avessimo avuto un briciolo di fortuna, magari mettendo dentro qualcuna delle occasioni create, ora i discorsi sarebbero completamente differenti. Comunque il mio progetto va avanti».
Zeman, che ieri ha tifato Roma ed è rimasto deluso per la sconfitta (immeritata) dei giallorossi, si sofferma su quello che non va. «Ci sono momenti della gara in cui smettiamo di giocare e gli altri prendono il sopravvento. Ma è tutto collegato. Non essere andati in vantaggio, come meritavamo, ha modificato l’inerzia del match. Il Verona ha preso il pallino in mano, noi ci siamo abbassati e ilc entrocampo si è schiacciato sulla difesa, concedendo così troppo campo ai nostri avversari. Inoltre, abbiamo cominciato a giocare con i lanci lunghi e questo ha agevolato il compito dell’Hellas. Ho sentito che Longo è stato criticato, ma poteva fare poco con la squadra tutta all’indietro».
L’allenatore del Cagliari si congeda con una dichiarazione ironica: «La sosta servirà ai giocatori per studiare? Magari sono io che dovrò studiare per sistemare alcune cose».
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