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La Figc preme per la moviola in campo

La Figc preme per la moviola in campo

Tavecchio chiederà formalmente alla Fifa di accelerarne l’introduzione

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ROMA. «Chiederò alla Fifa di accelerare per l'introduzione della tecnologia». All'indomani di Juve-Roma e di tutte le polemiche che ne sono derivate, il presidente della federcalcio Carlo Tavecchio si schiera dalla parte di coloro che, per svelenire il pallone e facilitare il lavoro agli arbitri, auspicano l'introduzione della moviola in campo. Intesa non solo come «Goal Technology», già utilizzata nel Mondiale brasiliano, ma anche per decidere in altri casi come casi da rigore o fuorigioco difficili da vedere.

Dopo il prossimo consiglio federale, la Figc invierà una richiesta formale alla Fifa, offrendo anche la disponibilità a sperimentare in alcune gare del calcio italiano la nuova tecnologia. Di moviola in campo era arrivato a parlare nei mesi scorsi proprio Blatter, un tempo fiero oppositore della tecnologia, convintosi che bisogna «dare una mano all'arbitro, con un massimo di due richieste per tempo, e solo a pallone fermo». «Dovremmo dare un nuovo aiuto agli arbitri - aveva spiegato sulla rivista della Fifa -, e introdurre un pò più di giustizia nel gioco, fornendo agli allenatori il cosiddetto 'challenge call', due volte per tempo, quando la palla è ferma». Il tutto, sempre secondo Blatter, per decidere «se c'è o no un rigore», se il giocatore si trova «dentro o fuori l'area», se c'è «fallo o no». La regola non si applicherebbe invece al fuorigioco, fase dinamica.

Ieri è intervenuta la Fifa con un portavoce, per precisare che «per attuare proposte e idee come l'utilizzo della tecnologia, queste devono essere formulate e presentate all'International Football Association Board (Ifab), per un analisi, una valutazione o una potenziale approvazione». È infatti l'International Board l'unico ente abilitato a cambiare le regole del calcio. L'Ifab terrà l'assemblea generale (evento in cui le modifiche alle regole possono essere decise) a Belfast, tra il 27 febbraio e il 1 marzo 2015. Solo in occasione di queste due riunioni la questione sulla tecnologia video in campo potrebbero essere discusse.

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