Ibarbo, il Cagliari ha un diamante ancora da sgrezzare
Zeman crede nel colombiano, il presidente Giulini anche. Ma per venti milioni potrebbe andare a giocare all’estero
di Mario Frongia
CAGLIARI.. Nel Cagliari il diamante da sgrezzare del, forse proprio per questo, va a corrente alternata. Victor Ibarbo, storia da montagne russe. Con giocate mozzafiato e palloni sciupati. Al servizio della squadra, imprendibile, chirurgico in area di rigore con l’Inter. Confusionario, precipitoso, slegato dal gioco dei compagni con il Verona.
Il colombiano, dall’olimpo alle mezze bocciature. Con i tifosi che stanno in mezzo. Tra supporto incondizionato e l’idea che possa tradursi a breve in denari utili per rinforzare almeno due reparti. Si vedrà. Intanto, la maturazione del numero 23, classe ‘90, natali a Santiago de Calì, avviene a strappi. Con ascese e ricadute, tecniche e agonistiche.
“Appena capirà che non deve aspettare la palla sui piedi, sarà un altro. La corsa è la sua forza, se sta fermo regala un suo pregio agli avversari” lo Zeman pensiero.
Il boemo gli chiede copertura, spazi da aggredire, movimenti senza palla.
Intanto, per il commissario tecnico della nazionale colombiana, Pekermann, deve stare a casa.
Ibarbo non è stato convocato per le amichevoli con El Salvador e Canada. Una bocciatura? No. Anche perché l’Ibarbo double face va dalle meraviglie di San Siro, con di fronte un colosso quale Vidic, al ko del “Bentegodi, dove trova un altro big, Rafa Marquez. In breve, la punta va in altalena.
I critici lo plaudono palla al piede. Ma non piace la sua anarchia (“Sì, è un po’ naif” dice Zeman), i pochi gol e, spesso, il dribbling forzato. Gioiello pregiato. A conti fatti, Ibarbo per il Cagliari potrebbe essere perfino un lusso. E siamo al dunque.
“Non lo venderei nemmeno per venti milioni di euro” dice un raggiante Tommaso Giulini nel dopo Inter.
Ecco, la strada potrebbe essere segnata. Per l’attaccante si aprono scenari interessanti. Per il club, pure. Con le big italiane che lo hanno a lungo coccolato a fine stagione e nel pieno dei mondiali brasiliani. Ma anche per gli scenari della Premier e della BundesLiga, la punta “naif” è un pezzo pregiato.
Acquistato da Massimo Cellino in un locale malfamato di Medellin («Ci sono arrivato con la scorta, erano tutti armati” ha raccontato l’ex presidente del Cagliari. L’accordo? Ho scritto il prezzo su una salvietta di carta del ristorante”) per due milioni di euro, l’estroso Victor è un top player che può dare frutti interessanti.
Da qui, si intravede una sorta di mission in salsa rossoblù: tenere il colombiano in caldo almeno fino a gennaio. Valutare le richieste e ragionare sul futuro. Del giocatore e della squadra, tra rinforzi e prospettive future. Un intrigante carpe diem per il direttore sportivo Marroccu e il patron Giulini. La partita è aperta. Dal campo.
E adesso si riparte. Il tecnico boemo ha già la mente rivolta alla prossima gara con i doriani, con Ekdal impegnato con la Svezia, Cragno, Crisetig, Longo e Murru con l’Under 21 del ct Gigi Di Biagio.
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