Al Banco basta il terzo quarto per piegare la Virtus Bologna
I biancoblù non brillano nel primo tempo ma dopo l’intervallo chiudono il match David Logan (22 punti) il top scorer, Jerome Dyson in giornata no. Decide un break di 20-4
SASSARI. La spallata arriva nel terzo quarto, dopo metà partita trascorsa a danzare sulle punte e colpire di fioretto. Avanti di due all’intervallo, il Banco ha aperto il gas e ha lasciato sul posto la Granarolo Bologna con un parziale da urlo di 30-14 e un break di 20-4 che ha fatto la differenza. La partita i biancoblù l’hanno giocata e vinta in quel momento, uscendo da un torpore di giocate leziose e poca difesa. Di quelle cose, insomma, che fanno perdeere le staffe a Meo Sacchetti che infatti in sala stampa si è esibito in una prevedibile legnata sui denti di qualcuno che evidentemente ha mostrato la faccia sbagliata.
Primi due punti. La notizia resta comunque la vittoria del Banco nella gara d’esordio, il resto sono altre storie e siamo solo alla prima giornata. Poteva andar meglio perché tutti avevano negli occhi ancora la vittoria in Supercoppa contro l’Armani, o meglio, quella prestazione fatta di aggressività e carica agonistica che aveva fatto la differenza rovesciando i valori tecnici. Stavolta, in una partita che partiva da basi opposte, con i biancoblù ampiamente superiori nei valori, quell’aggressività si è vista molto tardi rispetto alle attese. Primo quarto vinto di un canestro, secondo quarto pareggiato, due soli punti Dyson all’intervallo, tre soli falli commessi in 20’, Sanders che inaugura con una “virgola” nel tabellino la sua prima stagione italiana. Non una grande Dinamo, insomma, e partita sempre in equilibrio con Bologna che ha condotto nelle prime fasi (4-7, 6-12) ed è poi sempre stata capace di rientrare quando il Banco ha provato ad allungare (28-21, 35-24, 39-39).
La lezione di Jack. Dyson si è sbloccato nell’ultima azione del primo tempo ma in generale ha sparacchiato senza senso (3/11), Sanders non è pervenuto, solo Logan ha assicurato continuità in attacco e Lawal ha fatto molto bene il suo (7 rimbalzi, 5 schiacciate, 2 stoppate) in area mentre Brooks è partito bene e poi ha perso il ritmo dopo un infortunio che ha fatto temere conseguenze peggiori dio una sosta in panchina. L’energia è così arrivata dalla panchina. Con Sosa (12 punti e canestri importanti in mezzo a qualche iniziativa sciagurata) e soprattutto Jack Devecchi, l’uomo che più di tutti incarna lo spirito Dinamo. Il Ministro della Difesa continua a tirare bene, va a rimblzo, è in tutti i lati del campo. Con lui sul parquet la Dinamo ha avuto i momenti migliori, ha costruito il primo break del +11 e poi ha chiuso la partita nel terzo quarto.
Bologna c’è. Se la Granarolo è quella vista oggi, il gm Arrigoni ha ancora fatto bingo pescando i giocatori giusti con un budget risicatissimo. Atletica, aggressiva, organizzata, la squadra di valli è sempre stata in partita sfruttando tutti gli spazi che la Dinamo ha concesso. Ha sorpreso tutti in partenza, è rientrata dal primo break piazzando un parziale di 9-0 e solo nel terzo quarto la differenza è stata insormontabile.
La valanga. Dal 51-49 il Banco è schizzato al 71-53 con Lawal (8 punti e 6 rimbalzi) e Logan (8 punti) che hanno trovato in Sosa la spalla ideale per scavare un fossato impossibile da colmare. Nell’ultimo quarto Valli ha provato a riempire l’area con Cuccarolo per limitare Lawal ma il Banco ha toccato ancora il +18 (77-59) a 7’ dalla sirena e a quel punto bisognava soltanto gestire il finale del match. Bologna, ancora, si è riportata a -10 (82-72) con l’ennesimo controbreak mentre la Dinamo si intestardiva da tre punti in situazioni improbabili (8/23 finale). Ora si azzera tutto e il gioco si fa veramente duro. Se è una questione di stimoli importanti da gestire, più dell’esordio assoluto in Eurolega non può esistere.
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