È un’Italietta che vince senza regalar gioia
Solo un gol con il debuttante Pellè, poi tanta fatica pur in superiorità numerica fino a 17 minuti dalla fine
Turiamoci il naso. In definitiva altri tre punti sono finiti nel granaio azzurro, un bottino che tornerà buono quando le trasferte saranno decisamente più probanti e averlo conquistato a pochi chilometri da Pjazza tal-Fosos, là dove i Cavalieri di Malta nascondevano le scorte in attesa degli assalti dei predoni che arrivavano da Oriente è una sorta di avvertimento: sono Croazia (6-0 sull’Azerbaigian) e Bulgaria le vere nemiche della Nazionale di Antonio Conte, anche se ieri i vichinghi norvegesi si sono rilanciati fermando proprio l’enigmatica armata di Sofia. Sono le prossime due avversarie con le quali misurarsi tra novembre e marzo. E difficilmente l’Italia potrà farlo esibendo la stessa tattica messa in mostra ieri sera al Ta’Qali, con un 3-5-2 elastico grazie all’inserimento di un esterno come Darmian nel trio difensivo al posto occupato nelle prime uscite del nuovo ct, da Ranocchia, uno dei pupilli fin dai tempi di Bari.
Proprio per ripescare delle soluzioni nel suo repertorio tattico, Conte ha pensato a una squadra capace di cambiare atteggiamento per disegnare sul campo una difesa a quattro e così il famoso 4-2-4. Un modulo che, tuttavia, il commissario tecnico ha deciso di tenersi “di riserva”, come un buon vino, da stappare per le occasioni importanti, quando potrebbe servire davvero un colpo di scena. Oltre a una qualità e allo spirito agonistico che ieri sera non è proprio venuti a galla. A Malta sono bastati due esterni altissimi (Pasqual e Candreva) per mettere la partita in discesa dopo il primo quarto di gara ricco di coraggio (maltese) e sfortuna (italiana), sotto forma dei legni colpiti da Pellè e Chiellini.
Soffre tremendamente i traversoni, la nazionale guidata dall’italiano Pietro Ghedin, tanto che è da un corner dalla sinistra che arriva la rete rompighiaccio dell’esordiente Pellè, abile in mischia dopo l’ennesima incornata di Bonucci, uno dei nostri centrali che, come le catapulte di Archimede, si spostano sui calci piazzati in avanti per sfruttare le traiettorie amiche. A proposito di amici, nella cerchia di quelli azzurri stavolta c’è anche l’arbitro romeno Ovidiu Hategan che caccia dal campo con un “rosso diretto” il centravanti maltese Mifsud per un contrasto deciso sulla trequarti con Florenzi, poco prima della mezz’ora. Praticamente una pillola di sonnifero per la partita che l’Italia amministra dall’alto del suo misero vantaggio, facendo emergere le ombre. Con gli esterni alti, le mezzali (stavolta Florenzi e Marchisio) non possono gettarsi senza costrutto nel cuore dell’area avversaria, altrimenti le ripartenze avversarie ti fanno male. Malta riesce perfino a guadagnarsi due punizioni da 25 metri con tal Schembri, palloni affidati al sinistro poco preciso di Failla. Ecco, sostituite gli ultimi due nomi con quelli di Ivan Rakitic e Luka Modric: afferrato il pericolo?
Sugli spalti, invece, ieri hanno afferrato subito che neppure nel secondo tempo il calcio champagne sarebbe stato servito nei calici azzurri. Lo capiscono tutti al Ta’Qali anche quei cento supporters tricolori che prima del fischio d’inizio avevano srotolato in curva un commovente: «Genova non mollare». Conte prova a mescolare le carte nell’ultima mezz’ora con Aquilani (per Florenzi) e Giovinco (per uno spento Immobile) e non ottiene alcun risultato. Allora ci pensano Chiellini e Bonucci a vivacizzare la partita. Si fanno sfuggire Schembri e per fermarlo Bonucci rimedia un’espulsione. Ecco servita la “frittatina” alla maltese: salterà la Croazia.
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