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Un Sorso alla volta per riportare in alto il calcio di Romangia

di Germano Nurchis
Un Sorso alla volta per riportare in alto il calcio di Romangia

Manunta, dopo il forfait di Fiori, vara un nuovo progetto: «Nuovo mister, apertura al territorio e riusciremo a risalire»

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SORSO. Dopo la pesante sconfitta con il Lauras, e una settimana trascorsa in una atmosfera paradossale, il Sorso nella persona del presidente Beniamino Manunta cerca di risolvere la crisi, perchè di crisi si tratta, nel più breve tempo possibile.

Fra i tanti colpi di scena, l’ultimo è l’abbandono del mister Francolino Fiori, che dopo un solo allenamento ha avuto un ripensamento che ha spiazzato tutti. Non se ne fa più niente e non è più possibile un rientro di Pino Cossu, per l’incompatibilità con alcuni atleti.

Manunta è esplicito nel tracciare il nuovo programma di lavoro: non più esclusivamente giocatori dalle giovanili, serve un potenziamento con almeno due o tre nuovi giocatori esperti. I numeri parlano chiaro. Dei quattro attaccanti dell'organico nessuno ha segnato nelle sei partite giocate, Coppa compresa. Il presidente garantisce che entro giovedi arriverà il nuovo allenatore: «Non sarà facile ma faremo di tutto per trovare la persona adatta, e cerchiamo anche un altro fuoriquota".

La rivisitazione del progetto rispecchia le esigenze della squadra, ma c'è anche da prendere in considerazione la situazione economica, sulla quale Manunta garantisce che non ci sono problemi nonostante si debba considerare che le presenze sugli spalti, causa anche i risultati deludenti, sono diminuita notevolmente. Si parla di una media appena di 50 persone, molto poche tenendo conto che c'è anche stata una sensibile diminuzione del prezzo del biglietto. Atrli tempi rispetto a quando, prima della nascita della Piramide, nel malandato, ma storico "Salvatore Madau" si contavano oltre 1500 persone, tutte paganti, come ricorda uno degli ultimi presidenti dell'allora Us Sorso, Salvatore Campus, che con Carrucciu in tandem aveva portato la squadra in C2.

Il Sorso era retrocesso nel 1990. Via tutti i dirigenti, la società passa in mano a un gruppo che rinuncia a disputare la serie D, optando per l’Eccellenza. Si rivelerà un grosso errore di valutazione, giustificato solo delle spese eccessive per una dirigenza giovane. La cacciata dai professionisti provoca una fortissima delusione e da da quel momento, nell'arco di 24 anni, i tifosi hanno continuato a calare, inesorabilmente. Persino l'esperienza di un paio di anni dell'esperto Antonello Lorenzoni, non ha dato frutti. Sostiene ora con pacatezza Salvatore Campus: "Forse bisognerà tornare al vecchio sistema. Prima di tutto costituire un gruppo societario compatto, che costruisca una squadra nuova che cresca con il tempo, l'esperienza e la competenza. Non è facile oggi far combaciare queste componenti, che vanno completate con un adeguato supporto finanziario notevole, di questi tempi difficile da trovare".

Il concetto non si discosta da quello di Manunta, che fa riferimento alle istituzioni, meno presenti di allora, e pensa di coinvolgere anche il territorio. La passione per il calcio in Romangia non è scemata, sono cambiate le condizioni e la mentalità viaggia con i tempi. Il grande Sorso degli anni Cinquanta riprese l'attività con nuovi protagonisti nel 1960 (7 anni dopo), il Sorso della serie D si spense nel 1970, e tornò in auge negli anni '80 per esplodere nell'85 con la C2. Le distante vanno aumentando nel tempo, ma oggi qualche saggio del calcio sorsense si accontenterebbe dell’Eccellenza.

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