Caso Raciti, condannati dieci tifosi
Il tribunale di Catania li ha riconosciuti colpevoli di associazione a delinquere
CATANIA. La prima sezione penale del Tribunale di Catania ha condannato dieci tifosi per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla organizzazione sistematica di azioni di contrasto violento nei confronti delle forze dell’ordine in occasione delle partite di calcio della squadra del Catania.
Le indagini erano state avviate in occasione degli scontri del 2 febbraio 2007, quando perse la vita l’ispettore di polizia Filippo Raciti.
Gli investigatori hanno accertato l’esistenza di un vincolo associativo tra più persone, caratterizzato, spiegano gli inquirenti, «dalla costante partecipazione degli imputati, a far data dal 2000 circa, ad episodi di violenza in occasioni di partite della squadra del Catania; dalla partecipazione effettiva di quasi tutti gli indagati agli scontri del 2 febbraio 2007 presso lo stadio di Catania; dal «mutuo soccorso» in seguito agli arresti operati dalle forze dell’ordine dopo tali episodi di violenza con vere e proprie raccolte di «fondi» per sostenere le spese legali delle famiglie (con metodo per molti versi del tutto analogo quello mafioso); dal costante riferimento a schemi «organizzativi» delle attività violente con necessità di fare riferimento alle figure dei «capi»; dall’odio viscerale ed incondizionato nei confronti delle forze dell’ordine, viste quale principale nemico da combattere con la violenza con ogni mezzo ed in ogni occasione, predisponendo mezzi ed uomini, un odio solo occasionato dal tifo calcistico».
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