Il Banco indossa il vestito di gala
A Novgorod la prima assoluta dei biancoblù nel torneo più affascinante ed è già una partita decisiva
di Roberto Sanna
SASSARI.. Benvenuti in Euroleague. Si comincia subito con una trasferta in Russia, lunga e faticosa, con una sfilza interminabile di aerei e anche un viaggio notturno in pullman. Si parte dalla Sardegna con un clima di fine estate e si arriva a Novgorod, a est di Mosca, dove la temperatura massima in questi giorni è 4 gradi e la minima -2. Fa parte del gioco e anzi potrebbe andar peggio. Fa parte del gioco anche il dover pensare che questa è una partita da vincere, perché se si punta al quarto posto (su sei squadre) e quindi alla Top 16, la quota minima non è elevata ma, in compenso, le partite giocabili sono poche.
Quattro vittorie. La storia recente dell’Euroleague è abbastanza chiara: con quattro vittorie di solito si passa il primo turno. A volte sono bastate anche tre, altre c’è stato bisogno di arrivare a cinque, ma la media sembra questa. Chiaro che dipende dalla composizione dei gironi. Per esempio, il Bamberg ha partecipato alle ultime tre edizioni chiudendo sempre con un bilancio di 3-7: nel 2012/13 è andato avanti, lo scorso anno e nel 2011/12 è stato eliminato dopo essere stato in corsa fino all’ultima partita (l’avesse vinta avrebbe raggiunto la fatidica quota 4) e in Eurocup è stato giustiziato dalla Dinamo. Sempre l’anno scorso, nel gruppo A Partizan Belgrado e Nanterre hanno chiuso al quarto posto a pari merito con tre vittorie e ad andare avanti è stato il Partizan. Viceversa, nel gruppo D al quarto posto si è piazzato il Panathinaikos con un bilancio di 5-5 mentre la Stella Rossa Belgrado con 4 vittorie è uscita di scena. Ma quattro successi, nei gruppi B e C, hanno dato il lasciapassare all’Efes Istanbul e al Bayern Monaco. Curiosamente anche due anni fa c’è stata la stessa situazione: due squadre promosse con quattro vittorie, una con tre e una con cinque. Tre stagioni fa invece il minimo è sempre stato quattro vittorie. Il problema, per una squadra come la Dinamo, resta sempre come ottenerle in un girone dove già per principio ci sono un paio di squadre inarrivabili.
La prima chance. Il Banco, inserito in quinta fascia, ha anche visto il suo girone elevarsi qualitativamente dopo l’arrivo dal girone di qualificazione dell’Unics Kazan, potente e ricca squadra russa che schiera James White, Keith Langford, Nicos Zisis e Curtis Jerrels. Questa di Novgorod sembra una partita giocabile e in quest’ottica assume un valore altissimo perché una vittoria in trasferta, in un’ottica di tre-quattro vittorie come traguardo, vale davvero oro. Da questo punto di vista, l’esordio è anche a doppio taglio.
Il fascino. La prima partita non si scorda mai, è un salto nel buio. Indimenticabile l’esordio in Eurocup, egualmente in trasferta, a Orleans. In una palestra risalente agli anni Sessanta (e li dimostrava tutti) dopo un viaggio in pullman attraverso Parigi con molti americani che sbadigliavano alla vista della Tour Eiffel e sognavano l’insegna rossa e gialla del Mac Donald’s, contro una squadra sconosciuta. Qui siamo più o meno nella stessa situazione, perché nessuno conosce il Novgorod e nemmeno, senza offesa, qualcuno ha mai sentito parlare della città. A Madrid o Istanbul sarebbe stato più semplice, in città conosciutissime, contro squadre e giocatori visti e rivisti in tv. Con la differenza che siamo al massimo livello possibile e l’obiettivo è soprattutto far durare questo brivido il più a lungo possibile: forse solo qualche mese, forse a primavera, magari un altro anno ancora. E molto dipende dalla partita di venerdì.
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