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Il ct sereno dopo Malta: «C’è tanto da lavorare ma sono ottimista»

di Paolo Baron
Il ct sereno dopo Malta: «C’è tanto da lavorare ma sono ottimista»

ROMA. Più che l’1-0 striminzito contro Malta a preoccupare ct e tifosi è lo 6-0 tennistico con cui l’altra sera la Croazia si è pappata l’Azerbaigian che a Palermo ci ha pure messo paura dopo lo...

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ROMA. Più che l’1-0 striminzito contro Malta a preoccupare ct e tifosi è lo 6-0 tennistico con cui l’altra sera la Croazia si è pappata l’Azerbaigian che a Palermo ci ha pure messo paura dopo lo sciagurato autogol di Chiellini. E proprio il Giorgio di Livorno a novembre contro Luca Modric e soci non ci sarà per via di una squalifica, aggiungendo pensieri a pensieri al ct Antonio Conte. Che dovrà fare i conti con una difesa da reinventare e un attacco e in cerca d’autore.

L’unico a cuor contento sembra solo il presidente della Figc Carlo Tavecchio che ieri a Reggio Emilia (in tribuna a guardare l’Under 21 di Di Biagio contro la Slovacchia) ha esternato il suo pensiero. «Contano i risultati» ha recitato a favore di telecamera, «quattro partite di fila vinte con la prima nazionale non mi sembra poco. Oggi (ieri, ndr) si è messa molto bene, la squadra gioca bene e abbiamo questa opportunità di agguantare un importante risultato per le finali e soprattutto per le Olimpiadi». Eppoi, dopo il ritorno di Rugani dal ritiro della nazionale maggiore per sostituire Romagnoli, Tavecchio ha sottolineato come gli azzurrini di Di Biagio siano sempre più sinergici con l’Italia di Conte: «Rientra nella normale sinergia di un’equipe nazionale e di un concetto di interscambi» ha concluso il numero uno di via Allegri «perché a 21 anni molti sono già formati su alcuni aspetti e sono idonei anche per la nazionale maggiore».

Concetti un po’ diversi, invece li ha espressi proprio il commissario tecnico che non può (anche per il ruolo che ha) non vedere le magagne di una Nazionale che raccoglie attorno a sé (fortunatamente: Malta-Italia è stata vista da più di 8 milioni di persone) un entusiasmo sproporzionato rispetto a gioco e risultati. «Non scopro l’acqua calda» ha esordito Conte «se dico che non avevamo grandi talenti in Brasile e continuiamo a non averne oggi: i giocatori sono sempre quelli, più o meno.

Ci sono azzurri che vanno in campo da titolari in Nazionale e non giocano nei loro club. So che c'è tanto da lavorare. Ma non dimentichiamoci che abbiamo conquistato quattro vittorie su quattro, un’impronta di gioco in un mese e mezzo, zero parate di Buffon e una rete autoprovocata, riaccendendo la fiammella dell’entusiasmo attorno alla Nazionale: perché vogliamo rovinarla guardando solo al bicchiere mezzo vuoto e tralasciando quello pieno?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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