«La Federtennis come parte lesa»
Dopo le indiscrezioni sul coinvolgimento di Bracciali e Starace
ROMA. Riunione d'urgenza ieri del consiglio di presidenza della Federtennis sul presunto coinvolgimento di alcuni tennisti italiani nell'inchiesta aperta dalla Procura di Cremona sulle scommesse nel calcio.
Il Consiglio ha deciso di attivare immediatamente la Procura Federale che, di concerto con la Procura Generale del Coni - come previsto dal nuovo Codice della giustizia sportiva - chiederà agli inquirenti cremonesi gli atti relativi a tutti i tennisti il cui nome compaia negli atti.
«Se l'inchiesta dovesse confermare quanto sembra trasparire dalle intercettazioni pubblicate si tratterebbe di illeciti da considerare gravissimi e intollerabili anche se, a differenza del calcio, commessi nell'ambito di eventi internazionali, dunque non organizzati nè gestiti da noi»: così il presidente della Federtennis, il cagliaritano Angelo Binaghi.
«Visto il danno d'immagine arrecato al tennis italiano - aggiunge - la Fit si dichiara parte lesa dagli eventuali reati commessi sia da propri tesserati sia da terze persone».
Dall’inchiesta cremonese sono emersi i nomi di Daniele Bracciali e Potito Starace, dopo l’intercettazione di alcune conversazioni via internet. Si tratta di una nuova fase dell’inchiesta sul fenomeno del calcioscommesse. Le conversazioni coinvolgono personaggi già arrestati nell’inchiesta sul calcio. In particolare si parla di un match che Bracciali ha perso nel 2007 contro lo statunitense Scoville Jenkins a Newport e della finale del torneo di Casablanca nel 2001 persa da Starace.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google