«Pronti a scoprire quanto valiamo»
Sacchetti: «Nessun timore e invidio i miei, da giocatore ho fatto solo la Korac...»
NIZHNY NOVGOROD. Per Meo Sacchetti è uno dei momenti più alti della carriera. Dopo aver frequentato i più grandi palcoscenici internazionali come giocatore, non ha mai nascosto l'ambizione di volerlo fare da allenatore ed eccolo qua pronto a esordire in Euroleague. Una grande soddisfazione per un coach che arriva al massimo livello dopo aver fatto tanta gavetta anche nei campionati minori e oggi guida un'auto potente che lui per primo ha contribuito a costruire e rodare: "Ora tocca a noi _ dice Meo _ ed è sicuramente molto bello poter giocare l'Euroleague. Ci arriviamo dopo un percorso rapido, il nostro compito è verificare se davvero siamo pronti per questo livello oppure se non abbiamo fatto qualche passo affrettato e ancora non è il nostro momento".
Giocare le coppe europee è sempre stata una grande ambizione.
«Non lo nego, credo che competere con i migliori sia anche uno degli obiettivi di chi pratica lo sport a livello professionistico. Noi ci siamo arrivati in quattro anni, abbiamo avuto una crescita rapida ma costante, ora bisogna davvero vedere se la base c'è».
Le sensazioni prima di questo esordio?
«Molto buone, comunque siamo tutti felicissimi di essere qui. Poi, certo, è un esordio in trasferta con tutte le difficoltà che ne conseguono».
Come affrontate questa partita?
«Col nostro solito spirito. Sappiamo di essere Sassari e rispettiamo tutti, detto questo non dobbiamo nemmeno presentarci con paure o, peggio ancora, presunzione».
Quando giocava non ha mai vissuto di persona la Coppa dei Campioni. Adesso c'è l'Euroleague ed è un po' diverso, ma un po' di invidia verso i suoi uomini non la prova?
«Tanta invidia. Io ho giocato, col mio club, solo la Korac e per me la Coppa dei Campioni era il massimo. Sul fatto che le emozioni e le sensazioni di chi gioca siano diverse e molto più gratificanti, non c'è dubbio. Io dico sempre: giocare soddisfazione cento, allenare trenta».
Allora affondiamo il coltello: non rosica un po' pensando che a vivere questa emozione in campo sia Brian Sacchetti e non Meo?
«Rosico tantissimo. Tant'è vero che Brian per punizione resterà in panchina» .(r.s.)
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