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Il Banco si arrende solo all’ultimo tiro, vince il Nizhny Novgorod

di Roberto Sanna
Il Banco si arrende solo all’ultimo tiro, vince il Nizhny Novgorod

Euroleague, i biancoblù sfiorano il successo nella trasferta in Russia

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NOVGOROD. Perdere così fa male anche in Euroleague. La partita a lungo sognata, quella che per una vita tutti i tifosi avrebbero voluto vedere giocare alla Dinamo, finisce con la palla che per due volte rimbalza sul ferro ed esce negando almeno l'overtime. Il Banco, che già aveva scritto una prima volta la storia semplicemente scendendo in campo, non riesce a scriverla due volte con la prima vittoria. Questione di dettagli, probabilmente, ma questa è l’Euroleague e anche i dettagli fanno la differenza.

Fulmine biancoblù. Palla a due e il Banco vola 26-7 in 7'. Il Novgorod perde il controllo del ritmo, cerca di fare catenaccio andando subito sotto canestro e insistendo con la zona e viene travolto. Il Banco trova la chiave con Cusin sotto canestro e la difesa aggressiva sulla palla, lascia un giro indietro gli avversari. Logan (10 punti e due recuperi nel primo quarto) è praticamente perfetto, una locomotiva facile da seguire. Non può durare per 40' ma il Novgorod deve reinventarsi una gara tutta all'inseguimento. Meo Sacchettitiene sempre alto il quintetto, con Todic che affianca Lawal o Cusin. Il minimo, perché è con i secondi tiri che il Novgorod si tiene in corsa.

Il ritorno russo. I padroni di casa piazzano in fretta (troppo in fretta) un parziale di 8-0 che li riavvicina (26-15), il Banco patisce le soste di Cusin e Logan e i due falli precoci di Brooks, reagisce con un paio di triple e allunga nuovamente sul 40-27 col ritorno di Cusin. Un vantaggio importante, ma qui la corsa si ferma perché arriva un break russo di 10-0 che riapre totalmente la partita mentre la Dinamo, colpevolmente, scialacqua in poco tempo quello che aveva costruito nei primi 25'. Il rientro di Logan frutta un 5-0 che fa rifiatare il Banco, che alza le barricate e in qualche modo chiude comunque avanti il primo tempo. Anche se dà la sensazione di aver perso l'inerzia e soprattutto di soffrire la fisicità degli avversari.

Il muro. Adesso far canestro comincia a diventare sempre più difficile. E anche difendere, contro una squadra che ha la pazienza di consumare molti dei 24'' a disposizione per trovare il tiro giusto. Solo Brooks in qualche modo riesce a trovare il canestro, ma tiri puliti non ce ne sono più. E per la prima volta la Dinamo si trova a inseguire. Prima incassa un parziale di 5-0 (47-48), poi scivola a -6 (53-59, 55-619 con Dyson che va troppo spesso a cercar guai sotto canestro dove arrivano più botte che fischi degli arbitri, tanto che Devecchi si prende una sanzione per flopping dopo essere andato giù lungo per terra cercando lo sfondamento.

Russian power. Un indemoniato Devecchi riporta il Banco a un tiro di distanza, poi proprio lui sbaglia la tripla dell'aggancio sul 65-68 e il Novgorod allunga nuovamente. Sacchetti prova a rimescolare le carte con un quintetto leggero con Todic numero 5, ma a questi livelli piccolo è brutto e Parakhouski fa il vuoto nell'area pitturata. Sul 71-80 il Novgorod sembra avere la partita in mano, coi cambi sistematici chiude la strada a Logan e Dyson. Eppure il Banco ha un altro guizzo con due triple di Sanders e Dyson, torna a -4 (80-84), poi a -2 a 44'' dalla sirena con due liberi di Brooks. Bisogna difendere, ma il Novgorod non non sbaglia: prima Thompkins segna quasi alla sirena un canestro sanguinoso. Eppure a 4'' e mezzo c’è l’ultima rimessa e palla Dinamo. Time out Meo, palla a Dyson che si butta in area, sbaglia, Brooks tocca la palla ma non mette il tap-in.

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