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Banco, un’occasione persa ma anche una lezione importante

di Roberto Sanna
Banco, un’occasione persa ma anche una lezione importante

I biancoblù di Meo Sacchetti hanno giocato alla pari col Novgorod e possono ancora dire la loro Sarà decisivo per il futuro abituarsi alla fatica, al gioco fisico e superare i problemi di tenuta mentale

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Si poteva fare. E se l’Euroleague è questa, c’è ancora tanto da fare. Solo le prossime giornate potranno dare un’idea attendibile sui reali valori del girone A, per adesso il Banco deve accontentarsi delle prime sensazioni reali. E la più forte, quella che ha accompagnato il gruppo biancoblù dal momento della sirena finale al rientro in Italia, è che alla fine quella di Novgorod è stata soprattutto un’occasione persa. Perché quando vai in fuga sul +19 e alla fine te la giochi all’ultimo tiro, significa che non sei rimasto a guardare. Restano i dettagli da perfezionare, resta anche la speranza che, come ha detto Jeff Brooks, una sconfitta come questa sia stata una lezione per il futuro. E tutti, chi più chi meno, hanno avuto qualcosa da annotare.

Il tour de force. Benvenuti in Euroleague, quindi, e subito c’è da fare i conti con gli spostamenti. Per una società alla prima esperienza sciropparsi due trasferte in Russia non è il massimo e in questo senso anche la partita di Pistoia servirà a verificare la tenuta fisica e mentale del gruppo. Giusto per entrare nei dettagli della fatica: mercoledì sera la Dinamo è andata a Roma, ha dormito lì, il giorno dopo ha preso due voli per raggiungere Nizhny Novgorod dove, complice anche le due ore di differenza, è arrivata alle 21. Cena, tutti a letto, il giorno dopo tiro e poi la partita conclusa alle 22. La sveglia per il rientro è suonata crudelmente alle 3 di mattina, alle 6 primo volo per Mosca, quindi imbarco per Bologna con arrivo alle 10,45 italiane. Subito in pullman per Pistoia che, a causa del traffico sulla Bologna-Firenze, è stata raggiunta poco prima delle 14. E dopo tutto questo frullatore, c’è da pensare al match di campionato, altro che riposo.

Botte da orbi. Non c’è dubbio che la Dinamo, in estate, abbia operato per rafforzarsi fisicamente, ma se vuoi correre sei destinato a trovare sempre qualcuno più grande e grosso di te. La partita in Russia ha dimostrato che il Banco quando si lancia in velocità è inarrestabile e anche che, se rallenta, subisce pesantemente. Un po’ il solito discorso, ma in Euroleague il livello dello scontro fisico è realmente esasperato. E gli arbitraggi sono molto permissivi in certe situazioni, con il metro che sembra quello del “gioca e stai zitto”. E allora bisogna adeguarsi. Da questo punto di vista, Dyson è quello che ha patito di più: uno come lui in Italia arriva al ferro quando vuole (o quasi), in Euroleague non lo fanno arrivare ed è inutile insistere cercando la soluzione di forza o il fischio degli arbitri. Cusin si è rivelato un giocatore perfetto, Lawal spesso è stato sbattuto via e anche Todic sul gioco spalle a canestro ha sofferto. Sarà sempre così, l’unico rimedio è trovare gli aggiustamenti adatti.

Tenuta mentale. Quel 26-7 iniziale ha lasciato tutti di stucco. Il problema è che il Banco quel break l’ha consumato troppo in fretta per una questione di tenuta mentale. D’accordo che prima o poi il Novgorod avrebbe provato a rientrare, ma in alcune situazioni è stato evidente che un po’ i biancoblù avevano recuperato: una rotazione in difesa, una palla vagante, un rimbalzo offensivo, ed ecco che la partita ha cambiato padrone. La lezione da imparare è soprattutto questa, poi parliamo del lato tecnico.

Antipasto. Venerdì l’attesissima prima casalinga contro l’Efes Istanbul. Chi ha visto la partita contro il Kazan ha avuto modo di apprezzare la difesa costruita da Dusko Ivkovic, leggendario coach che farà anche valere la sua influenza sugli arbitri. Consigliabile mettersi il caschetto, in quello che per certi versi è il vero debutto in questa competizione. A Novgorod, contro un’altra matricola, contro giocatori di un livello già visto e affrontato, in un palazzetto semivuoto, sembrava quasi un antipasto (anche se poi la classifica è reale, altroché). Adesso davanti a una grande squadra, guidata da un grande allenatore e con alcuni tra i più forti talenti europei che vengono a casa tua per sbranarti, il salto di livello sarà totale.

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