La riscossa rossoblù parte con l’ingresso di due diciottenni
Grande esordio per il ghanese Donsah e il brasiliano Rangel: con la loro verve hanno cambiato volto alla squadra
CAGLIARI. Sarà stata la divinità del calcio Eupalla, di cui scriveva sempre l’inimitabile Gianni Brera, a decidere di mandare uno sguardo di benevolenza sul Cagliari che, contro la Sampdoria, stava incassando la terza sconfitta casalinga di questo campionato sinora deficitario. Al 4’ del secondo tempo tutto sembrava compiersi definitivamente. Con la Sampdoria sul 2-0, azione arrembante di Okaka, passaggio a Gabbiadini, tiro a botta sicura con la palla che sbatte beffarda sul palo, la riprende Obiang che trova Benedetti pronto a immolarsi, e sulla nuova respinta Eder in spaccata prova a far gol ma stavolta tocca a Cragno evitare il 3-0 e dunque il nuovo tonfo. E’ stata la svolta della partita perché pochi minuti dopo, l’unica vera fiammata di Ibarbo che si guadagna il rigore della speranza e l’espulsione di Cacciatore. Così il calcio, ed è difficile non pensare che il fato, il destino, la fortuna, chiamiamolo un po’ come vogliamo, non ci abbia messo lo zampino. La rimonta è stata completata da Sau, al suo terzo splendido gol di questa stagione, il primo in casa. E’ finita in pareggio con sommo rammarico del presidente Giulini che pregustava il completamento della rimonta.
Volti nuovi. Ma la partita di ieri verrà ricordata sopratutto per le coraggiose mosse di Zeman, che ha deciso di far cambiare passo alla squadra inserendo due volti nuovi, due giocatori che sinora avevano visto il campo dalla panchina. Al 9’ della ripresa dentro il diciottenne Godfred Donsah, ghanese. E al 22’ invece è toccato al brasiliano Caio Rangel, altro diciottenne. Donsah si è distinto subito per autorità e, sopratutto, per l’assist servito su un piatto d’argento a Ibarbo in occasione del rigore assegnato da Gervasoni che ha consentito 14’ al Cagliari di accorciare le distanze con il sontuoso rigore calciato dal mancino Avelar, e di giocare da quel momento in superiorità numerica grazie all’espulsione, per doppia ammonizione, di Cacciatore. Bene anche il carioca Rangel, che si è piazzato sulla sinistra al posto di Cossu che è stato arretrato sulla linea di centrocampo. Il gioco del Cagliari se n’è giovato parecchio, visto che l’ingresso dei due giovanissimi calciatori ha vivacizzato e velocizzato la manovra. Con la loro verve, la voglia di emergere, la spavalderia, Donsah e Rangel hanno strappato più di un applauso al pubblico, entusiasta di questi due giovanotti che potrebbero avere un gran futuro in maglia rossoblù. E c’è da chiedersi, anche per quale motivo sinora Zeman non li avesse utilizzati. Tirandoli fuori dal cilindro di mago del calcio solo ora.
Avelar e Sau. I due marcatori rossoblù di ieri vanno ricordati, intanto per aver evitato il terzo scivolone consecutivo in casa, che avrebbe potuto avere conseguenze disastrose. Per Danilo Avelar si è trattato anche del suo primo gol in serie A, dopo 47 partite e tre stagioni con la maglia rossoblù.Marco Sau invece ha raggiunto a quota 3 reti Ekdal in testa alla classifica marcatori stagionali del Cagliari. Sau, fra l’altro, con 21 reti, è ora al 18° posto fra i marcatori del Cagliari di tuti i tempi in serie A, avendo staccato un mito come Mario Brugnera ed aver agganciato Dely Valdes. Sau è anche il secondo sardo in classifica dietro Gigi Piras (31 gol).
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