Muzzi difende Zeman: «Abbiate fiducia»
L’ex bomber rossoblù spezza una lancia a favore del mister boemo: «Il Cagliari ha meno punti di quanti ne merita»
di Mario Frongia
CAGLIARI
«Dovete credere nel progetto di Zeman. La squadra verrà fuori, sono molto fiducioso». Roberto Muzzi invia un messaggio alla tifoseria rossoblù. Il bomber rossoblù - 58 gol in 143 partite: quarto marcatore all time dietro Riva, Suazo e Piras dal ’94 al ’99 - segue sempre la sua ex squadra. «Al Cagliari mancano diversi punti, ho visto le partite con Atalanta, Torino e Samp, i risultati sono bugiardi. Ha ragione Zeman nel chiedere più determinazione e cinismo in area e attenzione dietro».
Una storia nota. Dietro i 5 punti in sette partite si insinua la debolezza dell’attacco che fa il paio con un sistema difensivo che deve ancora compattarsi. In più, il cuore della manovra: a centrocampo si deve coniugare qualità e dinamismo. Con capitan Conti che sta al centro del progetto ma paga qualche acciacco. Di fatto, la sintesi della filosofia zemaniana. Muzzi, che attualmente allena i Giovanissimi nazionali della Roma, non ha dubbi: «So dove si va a parare: Daniele è un grande campione, dà e ha dato tanto per la maglia del Cagliari. Adesso, deve seguire le indicazioni del maestro. E potrà levarsi la soddisfazione di giocare almeno altre due stagioni. Zeman ha allungato la carriera a Totti, lo stesso può accedere a Conti. Comunque, mi piace anche Crisetig che non a caso è in nazionale Under 21».
E Andrea Cossu?
«Ha qualità e si sa adattare. È una delle migliori sorprese del Cagliari. Ha saputo cambiare pelle passando dal giocare tra le linee ad esterno alto. E con la Samp ha fatto bene anche da mezzala».
Cosa pensa del duo difensivo Benedetti-Capuano?
«Debuttare in serie A non è mai facile. Contro Eder, Gabbiadini e Okaka ancora meno. Però, sono stati solidi e precisi. Tanto da non far rimpiangere i titolari Rossettini e Ceppitelli. La rosa è ben assortita».
Il Cagliari fa esordire due giovani come Donsah e Caio Rangel. Che impressione le hanno fatto?
«Più che positiva. Sono entrambi del ’96 e hanno mostrato tecnica, personalità e attenzione alle idee di Zeman».
Ma Zeman è davvero quel “muro” comunicativo di cui si racconta?
«Affatto. L’ho conosciuto alla Roma, ha un rapporto continuo e puntuale con i giocatori, prepara molto bene le partite e difende il suo modo di intendere il calcio».
Sabato la trasferta di Empoli. Ha un pronostico?
«Sarà una partita di bel calcio, entrambe le formazioni giocano a viso aperto e devono fare punti per la salvezza. Starei attento all’esperienza di Maccarone e Tavano. Ma il Cagliari può fare il colpaccio. In trasferta, oltre all’exploit con l’Inter, la squadra ha sofferto solo con la Roma. Ma la differenza di qualità, manovra e individuale era netta».
A proposito, chi vince lo scudetto?
«La Juve è forte è quadrata. Ma la Roma ha più qualità, una panchina più competitiva e molta fame di tricolore».
Muzzi, è ancora in contatto con Cagliari e il Cagliari?
«Certo, ho trascorso in rossoblù sei anni meravigliosi, mio figlio Nicolas gioca con la Primavera di Pusceddu. Della squadra sento ancora Villa, Dario Silva e Macellari».
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